“Sembrava che fosse stato tutto risolto, invece l’Amap continua a prendere tempo facendo passare giorni preziosi e lasciando i comuni del palermitano alquanto preoccupati per il futuro del servizio idrico”.

Lo dice l’assessore del Comune di Sciara Stefania Munafò che torna ad intervenire nella vicenda del passaggio del servizio di distribuzione idrica gestito in passato dall’Aps in 42 comuni del palermitano, all’Amap di Palermo.

Un passaggio obbligato dopo il fallimento di Aps e dopo una lunga proroga che era stata concessa per evitare l’interruzione del servizio e dare il tempo a Comuni, Ato idrico Palermo 1, curatela fallimentare, commissario straordinario e Amap di concludere una trattativa durata mesi.

“L’accordo è stato raggiunto e firmato – continua la Munafò –  ma l’Amap non ha ancora trasmesso al curatore fallimentare la documentazione con la manifestazione ufficiale di interesse. un passaggio che lo stesso curatore fallimentare sottolinea nel concedere la proroga al servizio”.

L’Amap giustifica la mancanza dei documenti ufficiali con una procedura ancora in corso. L’Azienda acquedotto di Palermo sta, infatti, convocando i singoli comuni per raccogliere le adesioni al servizio. La gestione in regime transitorio, infatti, in base all’accordo, durerà sei mesi e scadrà comunque a fine settembre, poi bisognerà passare alla gestione ordinaria. L’Amap permetterà ai comuni di entrare nel capitale sociale e si passerà alla gestione in house. Ogni giorno in più impiegato in questa fase di transito è un giorno in meno del quale l’Amap dovrà farsi carico e un giorno in più di servizio gestito dal Commissario.

“E’ comprensibile che una azienda come l’Amap operi pensando ai propri vantaggi economici e cerchi l’adesione del maggior numero di comuni per il suo futuro ma dovrebbe anche ricordare di essere una società totalmente a capitale pubblico – dice Munafò – e operare anche nell’interesse generale. La trasmissione degli atti formali per la manifestazione di interesse è del tutto slegata dalle adesioni dei Comuni”.

“L’Amap – aggiunge Munafò – continua a prendere tempo come ha sempre fatto fin dall’inizio di questa vicenda. Ogni volta che la trattativa sembra conclusa emergono nuovi elementi. Prima si trattava di nuove richieste, ora si prende tempo per le adesioni. E’ un atteggiamento che ci preoccupa moltissimo. Chiediamo che si accelerino i tempi e si consegni il servizio al più presto per uscire da questa situazione di incertezza. Non vorremmo che a fronte della proroga di due mesi concessa dalla curatela, l’Amap se la prendesse comoda e facesse trascorrere per intero questo tempo prima di avviare veramente il servizio a suo carico”.

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“Se tutto è già stabilito e concordato – conclude Munafò – non si comprende perché l’Amap tornai a ribadire, con la lettera di oggi, le medesime condizioni alle quali, peraltro, si è già ottemperato. e poi diciamolo che se non sarebbe certo stato un reato, da parte dell’Amap, scrivere contemporaneamente sia all’Ato che alla curatela. questo avrebbe formalizzato tutti i passaggi ed evitato sospetti ed interpretazioni diverse”