Sala delle Lapidi boccia il budget Amat, il piano industriale presentato dall’Amministrazione comunale che prevedeva una perdita di 6 milioni euro l’anno per l’azienda dei trasporti della città di Palermo.

Il centrodestra, in difficoltà, ha abbandonato l’aula. Le opposizioni hanno votato contro.

“E’ la conferma che Cammarata e i suoi fans di centrodestra a Palazzo delle Aquile vanno licenziati perché incapaci di gestire le aziende”, dice il Pd Davide Faraone, candidato a sindaco di Palermo, annunciando che la sua prossima tappa del tour “operazione verità” sulle ex municipalizzate è fissata per martedì 17 maggio 2011, alle 11, all’Amat, in via Roccazzo dove incontrerà i lavoratori.

“Quello che è avvenuto oggi – aggiunge – è solo l’ultimo atto di una malagestione che ormai ha i giorni contati. Negli ultimi 10 anni di amministrazione Cammarata sono stati immessi nelle società ex municipalizzate circa 4000 nuovi lavoratori, tra stabilizzazioni e nuovi assunti. Tutti rigorosamente senza concorso. Tra queste ‘new entries’ anche le staffette preistoriche padre-figlio. Ma non solo. Sono stati nominati dalla politica circa 200 amministratori tra consiglieri di amministrazioni e revisori contabili. Nessun criterio di merito, né un piano industriale che giustificasse tale infornate”.

“In alcuni casi – aggiunge – era previsto uno startup iniziale con fondi non comunali, ma non ci si è mai preoccupati di come reperire i fondi futuri. In altri casi, si sono congedati soci privati o pubblici acquisendo le azioni, senza preoccuparsi delle prospettive. Non si è mai agito sulla selezione e sulla gestione delle risorse umane: oggi ci ritroviamo con società con tanti spazzini, tanti portieri e con pochi meccanici e fontanieri. Tutto è stato lasciato al caso per tenere in piedi un sistema che negli anni ha solo fornito pessimi servizi alla città e ottimi servigi ai politici”.

“Senza alcuna riorganizzazione in chiave “imprenditoriale” – continua Faraone – questo sistema è destinato all’implosione. Per tenerlo in piedi, infatti, occorrono circa 200 milioni di euro in più l’anno, una cifra impensabile in un’era di tagli agli enti locali. Per questo serve una coraggiosa riorganizzazione delle aziende e un sano coinvolgimento dei privati”.

“Oggi, caro sindaco – conclude – paghiamo tutto questo. Per questo, più che un prepensionamento tu e la tua maggioranza andate licenziati e con giusta causa”.
Alla seduta di Consiglio comunale di oggi, determinante il voto del centrosinistra, dopo che il centrodestra ha abbandonato in blocco i lavori d’aula.

Ma Faraone non è il solo a chiedere le dimissioni di Cammarata. “Grazie alla massiccia presenza del centrosinistra e in particolare del mio gruppo – precisa Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale e capogruppo Idv al Comune di Palermo – è stata bocciata la proposta avanzata dal presidente dell’Amat di un riconoscimento di altri 4 milioni di euro in favore dell’Azienda. Nonostante la precedente bocciatura del sindaco che lo aveva comunque designato, il presidente tenta di ottenere altri finanziamenti senza però garantire alcun miglioramento del servizio di trasporto pubblico.

Riteniamo – continua Ferrandelli – che non si può battere cassa senza offrire un’adeguata contropartita alla cittadinanza. Il servizio autobus a Palermo fa acqua da tutte le parti a causa di una cattiva gestione dell’Azienda che adesso è sull’orlo del fallimento. A questo punto, riteniamo che non resti altra soluzione che le sue dimissioni. L’Azienda può essere salvata, ma non con questo vertice. Crediamo soprattutto che Palermo debba avere un sistema di trasporto pubblico efficiente, che la porti in linea con le altre città europee”.