E’ la legge sull’acqua pubblica il terreno di scontro di questi giorni all’Ars ma anche il terreno sul quale si costruiscono i populismi pre elettorali. In un clima chiaramente da fine legislatura (anche se dovrebbero mancare oltre due anni) ieri sera è stato approvato l’articolo unod ella Riforma dell’acqua, quello che sancisce i principi ispiratori della legge.

L’acqua è un bene ed una risorsa pubblica che non può essere privatizzata e un diritto per tutti. Un principio che sancisce chiaramente la linea ma che mette anche le basi per il ritorno a enti esclusivamente pubblici di gestione dell’acqua e a tariffe molto più basse delle attuali. Resta da chiarire chi pagherà questi costi visto che la Regione non è più in grado di sobbarcarsi costo come quelli di antichi carrozzoni in stile Eas i cui bilanci andavano coperti di anno in anno dalle casse pubbliche.

Sull’articolo uno della legge si è consumato uno scontro durato tre ore. Di fatto la norma non chiude del tutto la porta ai privati ma cancella il principio che l’acqua possa essere assoggettata ai canoni di mercato. Un principio per affermare il quale probabilmente la Regione dovrà ricorrere, una volta approvata la legge, ad un contenzioso avanti la Corte Costituzionale. Quasi scontata l’impugnativa di questa norma da parte del governo Renzi visto che comporta spesa e nascita di nuove partecipate o il riavvio di carrozzoni in fase di chiusura.

Dopo l’approvazione dell’articolo 1 una sospensione è servita a far calmare gli animi e i lavori sono ripresi alle 20,10 sull’articolo 2. Le opposizioni non intendono far passare liscia la riforma soprattutto dopo che tutti gli emendamenti all’articolo 1 sono stati accantonati, ritirato o dichiarati improponibili o bocciati.

L’aula riprende oggi di mattina e proseguire con due sedute, una seconda al pomeriggio. Si spera di approvare la Riforma domani e procedere con il voto finale martedì per avere anche il tempo di chiudere le modifiche al bilancio 2014 entro mercoledì data prevista di chiusura per ferie dell’Ars.

Si va avanti, questo ormai è un fatto assodato, e di elezioni anticipate non si parla più come ha confermato anche il vertice a due di ieri fra Pd e Udc. Ma il clima resta pre elettorale e le scelte sono quello di chi si prepara a spendere qualcosa con gli elettori. Qualcosa come l’abbattimentod elle tariffe dell’acqua che poi, magari, saranno bocciate dalla Consulta o dal governo centrale. ma intanto avranno fruttato qualche voto visto che l’altra riforma, quelle delle province, di voti proprio non ne porta