Salire in alto per scoprire Palermo, dal ricco patrimonio storico-monumentale agli edifici più moderni. I vicoli, le piazze, e molto altro, consacrati ad una decadente bellezza che toglie il fiato, abbracciata dalla cornice del cielo e del mare. Apre ai visitatori il percorso esterno della cupola della chiesa del SS.Salvatore – su corso Vittorio Emanuele – il cui nucleo orginario risale al 1071.

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Sarà fruibile da domani a cittadini e turisti ogni giorno, dalle 11 alle 12 e dalle 16 alle 17 pagando un biglietto di ingresso di 2,50 euro. Dalla cupola, finita di edificare nel 1690, è possibile osservare tutta la città, dal porto a Monreale, ammirarne il centro storico, comprendere quanto antica e complessa sia la sua storia. La Cattedrale, il Palazzo Reale, Montepellegrino, il Teatro Massimo: sono soltanto alcune delle meraviglie che la cupola regala ai suoi visitatori.

“Questa città – spiega monsignor Gaetano Tulipano, rettore del SS.Salvatore – nutre un grande amore verso l’arte, la cultura e le tradizioni. Questa chiesa è molto conosciuta a Palermo e all’estero, frequentata da migliaia di turisti ogni anno. Abbiamo così pensato di dare loro modo, con l’inaugurazione del percorso esterno della cupola, di conoscere meglio il SS.Salvatore ma soprattutto la città”.

L’apertura della cupola ha reso necessaria l’esecuzione di alcuni interventi di messa in sicurezza del percorso. L’iniziativa che arricchisce l’offerta turistica cittadina, è voluta dalla Curia arcivescovile di Palermo, che ha inserito il SS. Salvatore nel percorso della “Via del Sacro” di cui fanno parte una dozzina di chiese ed oratori, da monsignor Gaetano Tulipano, dall’Associazione Amici dei Musei Siciliani, che da dicembre gestisce l’ingresso turistico del monumento.

Salire su una cupola per vedere e ‘sentire’ la città senza filtri, compreso l’eco del passato, messo a tacere dagli uomini e dal disinteresse. E’ il caso di Palazzo Valdina, ben visibile dal SS. Salvatore, distrutto dai bombardamenti americani del 1943 e mai riqualificato.

Le testimonianze di quello che siamo stati, hanno avuto ineguale fortuna, perché non tutto questa città è riuscita a salvare. Lo racconta meglio Bernardo Tortorici di Raffadali, presidente dell’associazione Amici dei Musei Siciliani.
“Anche questa cupola fa parte del patrimonio distrutto durante la guerra ma ha avuto un destino diverso da quello di molti palazzi e monumenti. Nel 1959 l’architetto Minissi la restaura, sia all’interno che all’esterno (dove è visibile il grande affresco di San Basilio), riqualificando anche la chiesa che per molto tempo è stata un auditorium e che solo in anni recenti è tornata alle sue funzioni liturgiche”.

Dell’antico convento delle suore basiliane, edificato da Roberto il Guiscardo in epoca normanna, rimane solo il loggiato, circondato dagli edifici che oggi ospitano una scuola. E ‘il campanile del SS.Salvatore a vegliare su quella parte della città, a fare da sentinella al passato che rischia di scomparire.