Ha vinto “Nuvola” con Mimmo Cuticchio la prima edizione del “Salus CINE Festival”, unica rassegna cinematografica italiana dedicata esclusivamente al tema della Salute e del Benessere nell’ambito del “SALUS FESTIVAL”, in programmazione fino al 25 ottobre al Caltanissetta.

Tutto siciliano il partner degli attori vincitori:oltre allo stesso Cuticchio che commuove e innamora, anche Ramona Tripodo, interprete del corto di Andrea Canova “Rimbò” che ha entusiasmato la giuria composta da studenti delle Scuole, da rappresentanti delle Associazioni e anche la giuria tecnica cui hanno preso parte alcuni esponenti del mondo della Salute e della Cinematografia – Daniela Falconeri (medico), Andrea Marchese (regista) Beppe Manno, (Direttore Artistico rassegna itinerante cinema “DOC”), Pier Sergio Caltabiano (direttore della formazione del CEFPAS e ideatore del Progetto SALUS CINE FESTIVAL) e Andrea Morini (Responsabile Uff. Programmazione Cineteca di Bologna).

Alla premiazione, giunta al termine della visione del film “Una sconfinata giovinezza” di Pupi Avati, presente lo stesso regista che ha incantato e divertito il pubblico, intrattenendolo fin dalle prime battute iniziali, con il sapiente racconto prima del rapporto di odio e amore con il grande Lucio Dalla e poi il suo primo “Ciak!” pronunciato all’indomani della folgorazione ricevuta in un cinema di Bologna alla visione del film “8 e ½ ” dell’immenso Federico Fellini.

Ha ringraziato tutti il grande maestro del cinema, apprezzando il premio alla carriera tributatogli e gli applausi:-“Mi piacciono i complimenti”- ha detto – “nel mio mestiere ci vogliono. All’ultimo ciak, non mi dire la verità, dimmi che il film ti è piaciuto moltissimo!”. In mattinata, il regista era stato ospite del Liceo Ruggero Settimo, dove una folla di giovani studenti ha accolto il maestro tributando un contributo video sulla sua opera cinematografica. “Bisogna coltivare i propri sogni” – ha detto loro e ha ripetuto anche in sala al pubblico assiso in silenzio ad ascoltarne ogni fiato. In fondo, se così non fosse stato, non avremmo mai avuto “Una sconfinata giovinezza”.