Non c’è copertura finanziaria certa e dunque il maxi emendamento governativo che prevedeva di utilizzare i risparmi della sanità per coprire i 100 milioni di euro che mancano per salvare i Comuni dal dissesto non può neanche essere esaminato.

La commissione bilancio dell’Ars dice no al governo ed al provvedimento proposto dall’assessore all’Economia Roberto Agnello. In attesa del confronto con la Corte dei Conti sul bilancio 2013 che potrebbe far saltare tutto, la manovrina salva stipendi, dunque, torna alla sua versione nonché funzione originale. La Commissione proseguirà i suoi lavori analizzando solo la parte che riguarda gli stipendi dei lavoatori degli enti regionali e dunque una manovra da 132 milioni, rinviando alla finanziaria bis nel suo complesso la copertura per i trasferimenti ai Comuni.

“Adesso il governo dovrà farci sapere se martedì prossimo, 27 maggio, vorrà riproporre in aula questo emendamento privo di copertura – dice il vice presidente della Commissione Vincenzo Vinciullo che aveva fatto saltare, la scorsa settimana, l’analisi del salva stipendi in aula”.

“Ho detto fin dall’inizio che la manovra era priva di copertura e adesso lo si è dimostrato anche in commissione tanto che perfino la maggioranza ha dovuto dar torto al governo – prosegue Vinciullo -. Questo dimostra che non sono io l’irresponsabile. Avrei potuto far finta di nulla e lasciare che fosse il Commissario dello Stato ad impugnare la norma per poi dire che il governo Crocetta è fatta da incapaci. Non l’ho detto. Al contrario ho preferito comportarmi da deputato responsabile ed evitare l’ulteriore impugnativa”.

Salta, però, tutta la parte che riguarda proprio i comuni che rischiano il dissesto: “Non cambia praticamente nulla – conclude Vinciullo – la copertura che Agnello voleva dare con quella manovra non ci sarebbe stata prima di agosto e dunque c’è tempo per prevederla nella finanziaria bis. Se la si fosse prevista adesso sarebbe andata incontro a impugnativa e non avrebbe fornito risorse ai Comuni se non ad agosto inoltrato”.

La copertura in realtà ci sarebbe, secondo la documentazione all’analisi della commissione, ma non può essere considerata certa perché le somme saranno disponibili dalla fine di luglio e dunque non possono essere impegnate prima che siano state accertate.

Diversa, infatti, è la posizione dei deputati di maggioranza. “E’ stata raggiunta una intesa – dice Lino Leanza – per affrontare solo l’allegato alla finanziaria che prevede i finanziamenti necessari per il pagamento degli stipendi ai lavoratori degli enti regionali e di garantire l’avvio tutte le attività estive come la stagione irrigua, il servizio antincendio forestale e tanto altro, tutelando, dunque, lavoratori e aziende. Si tratta di una scelta che dimostra grande senso di responsabilità”.

“Per quanto riguarda i cento milioni di euro necessari per i trasferimenti ai Comuni la copertura finanziaria sarà disponibile da luglio e dunque il governo potrà utilizzare la settimana che ci separa dalla seduta d’aula per un ulteriore approfondimento. Mi auguro che a partire dal 27 il clima ritorni sereno e responsabile per trovare le risposte ai tanti bisogni della nostra terra”.

Già in giunta, invece, l’assessore regionale all’economia Roberto Agnello che all’esecutivo porterà anche la questione riguardante l’esito della commissione. Da questa giunta attendono risposte anche i sindacati che oggi hanno dato il loro ultimatum al governo.

Rincara, invece, la dose il deputato cuperliano del Pd Antonello Cracolici: “Mi aspetto che il Presidente della Regione chieda scusa a quei parlamentari che per primi hanno manifestato l’assoluta indeterminatezza ed improvvisazione di quella norma che oggi la Commissione Bilancio ha acclarato non poter costituire copertura per i Comuni e per i forestali”.

“Invece di continuare ad individuare nemici per nascondere la propria incapacità a trovare soluzioni credibili – continua il Presidente della Commissione Affari Istituzionali dell’Ars – il Governo deve cominciare a rendersi conto che la strada che ha intrapreso è una strada che può fare solo danno alla Sicilia. A questo punto  – conclude – si diano certezze, approvando martedì prossimo la norma per garantire gli stipendi alle persone che li aspettano e si faccia immediatamente dopo una variazione di bilancio complessiva, senza improvvisazioni e nel pieno rispetto dei principi della contabilità pubblica”.