Speriamo in San Carmelo Aronica che almeno questa volta faccia passare il provvedimento salva stipendi. Questo sembrano pensare tecnici e politici alla Regione siciliana. Il pellegrinaggio, infatti,m è già cominciato stamani in attesa di poter mettere in campo non più una finanziaria bis, per la quale i conti non tornano, ma almeno una mini manovra salva stipendi.

“Aspettiamo che il governo depositi la nuova manovra. Bisogna dare subito risposte all’emergenza sociale, altrimenti si rischia di innescare una polveriera” dice il presidente della commissione Bilancio dell’Ars, Nino Dina. La commissione convocata per questa mattina è stata, infatti, rinviata  su richiesta del governo. Tutti in pellegrinaggio dal Commissario dello Stato alla ricerca di un accordo per evitare che il prossimo provvedimento salva stipendi venga impugnato.

Non è la prima volta che il governo manda i propri emissari dal Commissario dello Stato per “concordare” in anticipo i provvedimenti ed evitare impugnativa. ma lo stratagemma non sembra aver avuto, in passato, risultati confortanti almeno a giudicare dalle impugnative che sono uscite dagli uffici di Piazza Principe di Camporeale.

Ad ogni tornata il problema appare più complesso. Stavolta sul tavolo non ci sono neanche i conti della Regione ma il lavoro di 30 mila siciliani oltre all’avvio di una lunga serie di servizi che vanno dalla predisposizione dell’antincendio boschivo in vista dell’estate ai supporti agli uffici del lavoro, dalla meccanizzazione agricola fino ai servizi dei consorzi irrigui.

A questi servizi è legata l’attività di altri 16mila precari che si aggiungono ai 30 mila lavoratori di enti vari che attendono lo stipendio già da tre mesi, alcuni addirittura da 4. Ma nonostante le rassicurazioni il governo non ha i fondi per procedere all’approvazione della Finanziaria bis nel suo complesso. I conti non tornano e per questo ha deciso di stralciare un pezzetto di finanziaria e anticipare le coperture per lavoratori e precari con una manovrina meno consistente.

Fra gli 80 e i 100 milioni dovrebbero bastare per tamponare l’emergenza stipendi ma anche in questo caso i limiti giuridico-formali ad una simile manovra preludono ad una nuova impugnativa. Ma anche approvando questa manovra e passando il vaglio del Commissario, il problema sarebbe soltanto rimandato. La Regione dovrebbe, all’indomani dell’approvazione, procedere ad una manovra ter.

Mentre si cercano fondi e soprattutto capacità giuridica di mettere in campo una manovra che non venga impugnata, dall’assessorato alla Formazione pubblicano nuove revoche di progetti. Lo stop è dello scorso 28 febbraio ma la pubblicazione sul sito del provvedimento è solo di ieri. Revocati i finanziamenti ai progetti Engim Sicilia, Istituto di istruzione superiore Danilo Dolci, Anfe di  provinciale Catania, liceo artistico regionale Mazzara del Vallo, Cirpe, Iraps Onlus, Oda Opera diocesana assistenza, Centro di formazione professionale San Pancrazio Onlus, Cnos/Fap Regione Sicilia. La revoca viene giustificata con il mancato rispetto dei tempi e delle prescrizioni del bando per l’avvio dei corsi.

Per il resto il futuro di una buona parte dei siciliani, fra le 30 e le 50 mila famiglie, è affidato al governo della Regione ed alla sua capacità di stilare un provvedimento che gli uffici di Aronica possano far passare senza abbattere la propria mannaia come sempre accaduto fino ad ora.