Riprenderà alle 16 a Sala d’Ercole l’esame della parte restante della manovrina. Complessivamente la norma, adesso, vale 233 milioni. 130 servono per gli stipendi dei 36 mila dipendenti degli enti regionali, 80 per consentire ai Comuni di chiudere i bilanci, 20 per i Forestali, 3 per alcune norme accessorie.

Il governo, dopo il rilancio polemico alle riforme fatto poco prima da Crocetta in conferenza stampa, ha anche iniziato la discussione sui 100 milioni aggiuntivi dell’emendamento proposto dall’assessore all’Economia Roberto Agnello. Risorse aggiuntivi che l’esecutivo prevede di coprire con i risparmi della sanità attraverso uno stratagemma normativo che prevede proprio di spenderli solo dopo che saranno materialmente disponibili, quindi da luglio, sempre sperando che il Commissario dello Stato faccia salvo questo “impegno”.

Ieri sera l’Ars ha approvato la norma ai cosiddetti “precari d’oro”: gli ex Pip, una platea di circa 3.000 lavoratori ai quali l’Assemblea regionale siciliana, in sede di discussione della manovra correttiva, ha salvato il sussidio di circa 800 euro al mese elevando il requisito del reddito. La norma è stata riscritta dal governo, che ha ceduto al pressing bipartisan dei deputati, introduce il limite di reddito individuale (e non più familiare) a 20.000 euro, che non può superare i 40.000 di reddito familiare Isee. Oltre queste soglie si fuoriesce dal bacino dei Pip. Per diversi esponenti del Pd si “rende giustizia a quanti erano stati esclusi perché conviventi con il nucleo familiare originario, cosi’ come le tante donne che nel frattempo si sono sposate”.

Nel mentre a pochi metri da Palazzo dei Normanni la pressione dei lavoratori è stata forte: in migliaia, tra formatori degli sportelli multifunzionali, Asu e dipendenti dell’orchestra sinfonica, hanno manifestato davanti alla sede dell’Ars.

Dopo l’avvio spedito dell’esame del testo, a meno di sorprese, oggi pomeriggio è atteso il varo definitivo della manovrina.