Sicilia rimandata a settembre per la sanità anche se i progressi nel far quadrare i conti sono evidenti. E’ il risultato del tavolo tecnico ministeriale che ha concluso l’iter necessario per far giungere nell’isola i fondi aggiuntivi sui quali l’assessore all’economia Luca Bianchi contava già da qualche tempo.

“I conti della sanità e i livelli di assistenza in Sicilia hanno imboccato la strada giusta”. I tecnici dei Ministeri della Salute e dell’Economia lo hanno comunicato alla regione siciliana dopo un lungo e serrato confronto durato oltre quattro ore da parte del tavolo di verifica ministeriale Salute ed Economia, che conta circa una ventina di componenti tra i quali anche rappresentanti di altre regioni, dell’Aifa (Agenzia del Farmaco) e dell’Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali, con l’assessore Lucia Borsellino e con i tecnici dell’assessorato regionale alla Salute.

“Il percorso della Regione è stato definito, a livello ministeriale ‘preciso, puntuale e consapevole’ – dice l’assessore Lucia Borsellino non senza soddisfazione -. Il giudizio positivo non riguarda soltanto la messa in ordine dei conti. Sono stati rilevati miglioramenti anche sul fronte del progressivo sviluppo delle diverse forme di assistenza territoriale alternative al ricovero e dell’implementazione delle reti di patologia e dei relativi percorsi diagnostico- terapeutici per la continuità assistenziale ospedale-territorio”.

Sul piano strettamente economico i conti della sanità siciliana, dunque, sarebbero a posto. A Roma il tavolo ha certificato un avanzo di gestione per l’anno 2012 di 3 milioni e 800 mila euro. Con queste cifre potranno essere liberati a settembre i fondi promessi.

Ma Roma non si è certo limitata a certificare i risultati. La Regione resta sottoposta a piano di rientro ed alla Sicilia vengono chiesti ulteriori impegni.  Maggiore attenzione dovrà essere rivolta all’integrazione socio -sanitaria per la quale i Roma chiede a Palermo l’esatta quantificazione degli oneri a carico dei comuni per le prestazioni erogate dalle strutture sociosanitarie ad integrazione della quota sanitaria. Occorre, poi, intervenire nell’ambito delle attività di prevenzione, di riordino della rete ospedaliera e dell’emergenza-urgenza in linea con i nuovi parametri nazionali sulla rete dei servizi per la Salute Mentale e le tossicodipendenze, sulla residenzialità e  le cure palliative.

Le nuove prescrizioni faranno parte del Piano Operativo Regionale di Consolidamento e Sviluppo 2013-2015, inoltrato al tavolo lo scorso mese di maggio e che dovrà essere perfezionato entro il 10 settembre di quest’anno.