Sono diverse le interpretazioni delle classifiche ministeriali per regioni sui livelli elementari di assistenza sanitaria stilate dal ministero. “Altro che virtuosa, la Sicilia risulta tra le otto peggiori, nell’altra è appena all’ultimo posto utile tra le più efficienti, e per il rotto della cuffia. Del tutto fuori luogo quindi paragonarla a regioni come Toscana e Veneto”.

Il Movimento 5 stelle replica così all’intervista sui Lea (livelli elementari di assistenza) rilasciata dall’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, al Giornale di Sicilia, nel quale “tesse le lodi dell’isola sulla base di un’interpretazione più che generosa dei dati del ministero sui Lea, riportati da una delle due classifiche ministeriali”.

“Nel report ministeriale – spiega la deputata alla Camera Giulia Di Vita – ci sono due tipi di “classifiche”, in una, con valutazione sintetica, risultiamo tra le 9 adempimenti, ma giusto sul filo del rasoio, con un punteggio di 165 quando la soglia è 160. Nella classifica più dettagliata, sui 38 adempimenti, invece siamo tra le 8 peggiori. Quindi, al massimo, si può dire che la situazione è migliorata (e vorremmo vedere, visto che siamo in piano di rientro) ma vantarsi o fare paragoni con la regioni veramente virtuose è mera propaganda, falsa e pretestuosa”.

“La situazione della sanità siciliana – continua il deputato all’Ars Stefano Zito – è complicata da un bilancio che definire magro è un eufemismo, cosa che non permetterà di fare quei concorsi sbandierati da tempo e che noi abbiamo sempre definito fantasma. Anche la Corte dei conti ci ha dato ragione nei giorni scorsi. Ma evidentemente questo è un tema che fa comodo e che il governo vuole spendere in chiave elettorale”.