“Caro segretario quello che ti raccontano è falso”. Così il Presidente della Regione Rosario Crocetta ha preso tutti di sorpresa ieri alla convention del Pd sul Sud. Il giovernatore non si è fatto scrupoli di saltare sul palco e qusi strappare di mano il microfono a Renzi che doveva concludere l’assise per chiedere di parlare perchè mai gli era stato consentito di parlare in direzione nazionale.

PUna scelta maturata d’impeto dopo che Renzi, da quello stesso palco, senza mai nominarlo lo aveva attaccato duramente parlando di sud che non funzione, di Sicilia che non funziona non per colpa del governo o del Pd ma per colpe locali. Una tirata d’orecchie in perfetto stile democristiano ma senza mai nominare un responsabile anche se era chiaro alla platea che l’attacco era tutto per Crocetta in Sicilia e per Marino a Roma.

Così il governatore siciliano proprio non è riuscito a tenersela ed ha dovuto parlare. Non l’avesse mai fatto! Di punti non ne ha guadagnati davanti ai compagni di partito. Se possibile ne ha persi. Una cosa, però, l’ha ottenuta:la consapevolezza diffusa che lui è in buona fede.

Sì, proprio così. Crocetta è in buona fede e questa è la sua più grande forza. E’ davvero convinto che in Sicilia vada tutto bene o, se non proprio bene, vada meglio, molto meglio di 2 anni e mezzo fa quando si è insediato. Le riforme sono in larga parte fatte (quali non è lecito chiederlo, quella delle province e dell’acqua pubblica tanto per dire qualcosa), il risanamento dei conti anche, i tagli alla spesa pubblica sono stati fatti e senza incidere sullo stato sociale, il lavoro c’è, le spese della Regione non sono bloccate, il bilancio funziona, gli assessori ci sono tutti e sono tutti bravissimi, i partiti sono solo un po’ biricchini e in Sicilia quest’anno non fa neanche caldo.

La Sicilia non ha bisogno di niente e di nessuno. meno che meno dei solini nordici o nordisti. Non ha bisogno delle imprese e degli investimenti. Ha i fondi Europei. E li ha spesi tutti. E’ arrivata perfino all’80% (poco importa che fra spesa e impegno ci sia una certa differenza e che da quasi due mesi è tutto bloccato). E poi ci sono 5 miliardi (cinque, ha detto 5) di Fondi Europei in arrivo e sono tutti suoi per la Sicilia.

Crocetta chiede solo una cosa a Renzi, una cosetta da nulla, una inezia: solo defiscalizzare gli investimenti e fare della Sicilia una specie di zona franca. Naturalmente mafia, riciclaggio, corruzione, malaffare in questo caso non contano. Una zona franca non comporta alcun vantaggio per queste organizzazioni criminali. La criminalità non è più un problema con lui presidente.

Il problema per Crocetta è che a Renzi raccontano bugie. E lo fanno i nemici della Sicilia (uguale nemici di Crocetta) ma è tutto falso. Crocetta, in versione bianconiglio riconosce che bisogna fare pesto perché “è tardi, è tardi assai” ma presto si farà perchè Lui ha già dato una grande accelerata e questo è dimostrato dai fatti.

Lui ha lottato la mafia sconfiggendo (a mani nude) 27 cosche, ha sconfitto il malaffare nel suo partito e in amministrazione regionale, ha cancellato i re della ‘manciugghia’, ha cacciato i mafiosi dagli appalti, i pregiudicati dalla sanità (Tutino era incensurato) e dal mondo dei precari, ha licenziato autisti del 118 e Pip pregiudicati (ma il bacino non era nato per dare un lavoro per il reinserimento dei pregiudicati, esserlo non era condizione per entrarvi?)  ha ripristinato la legalità praticamente ovunque.

Nella sua furia castigatrice, in realtà, più che al bianconiglio di Alice assomiglia forse alla regine di cuori. “Tagliatele la testa” era il mantra del personaggio della favola ‘allucinata’ di Alice. Lui lo ha ri ammodernato in un semplice ‘licenziateli’. E di teste ne sono cadute. Forse saranno stati mafiosi i licenziati dalle imprese di trasporto in concessione, gli edili che hanno perso il lavoro, gli 8000 dipendenti della formazione, i forestali, i precari, i dipendenti delle province, quelli delle partecipate e chissà quanta altra gente. Tutti mafiosi, criminali ecc ecc.

Ed anche il bilancio è a posto. Non c’è nessun problema. Scusate, fin qui è stata satira. Le parole che ha usato ieri non sono esattamente queste. Ma sul palco a togliere la parola a Renzi per dire che sulla Sicilia al Premier raccontano ‘balle’ è andato sul serio. Ed anche il ‘non abbiamo bisogno dei soloni’ è reale.

Ma ciò che è più reale di tutto e di tutti è certamente la sua buona fede. Di tutte queste cose è davvero convinto. Nel suo mondo fatato Rosario Crocetta è il miglior Presidente della storia della Regione siciliana