Lo scandalo 118 esploso ieri con la sentenza della Corte dei Conti che ha condannato 17 politici a risarcire 12 milioni di euro di danni  ha radici lontane. La vicenda inizia negli anni ’90 e si conclude solo a giugno del 2010 quando nasce la nuova SUES, società per le urgenze che attualmente gestisce il servizio nell’isola.

La storia della SISE è costellata da interventi e rimodulazioni. L’esternalizzazione del servizio nasce con il passaggio al sistema del 118 ovvero quando si decide di istituire il numero unico per l’emergenza sanitaria. Alla scadenza dei termini imposti dallo Stato per il nuovo servizio unico 118, la Sicilia si mostra, come spesso avviene, impreparata ad affrontare la nuova sfida. Siamo nella seconda metà degli anni ‘90 Il primo intervento si concretizza con la firma di una convenzione fra la Regione siciliana e la Croce Rossa per la gestione del servizio. Assessore alla sanità, in quel momento, è Giuseppe Provenzano che aveva avviato il percorso da Presidente della Regione e lo completa da assessore. Una convenzione salutata con grande enfasi e certamente vista come risolutiva dei problemi di soccorso esistenti in Sicilia.

La sfida successiva è la formazione del personale per queste ambulanze. Sono due le direttrici per scegliere il personale ed in entrambi i casi non esiste un concorso perché non esistono, in Sicilia, le figure professionali di riferimento. Così la Croce Rossa impiega sulle ambulanze i propri volontari di soccorso mentre, parallelamente, nascono i corsi di formazione per autisti, barellieri e, in seguito, per le figure miste di autisti-soccorritori. Li gestisce uno dei più grandi enti di formazione dell’isola, il Ciapi.

Il servizio cresce e nel 2001 è composto da 157 ambulanze, 12 delle quali attrezzate per la rianimazione e 28 medicalizzate. Nel 2002 viene appositamente costituita la società di gestione per superare la convenzione con la Croce Rossa che non essendo una società a scopo di lucro non può gestire il servizio se non a livello volontario. Il servizio passa nelle mani della società costituita appositamente in base ad un vecchio piano di gestione che nacque nell’era della presidenza della CRI Sicilia di Franz Gorgone già assessore alla sanità, ma venne attuato in seguito. Denominata SISE, la società apparteneva al 95% alla Croce Rossa e solo per il 5% alla Regione che però ne pagava per intero i costi. Con il riordino del sistema esplode il caso. A rivendicare il diritto al posto di lavoro nella Sise sono, da un lato i volontari che hanno gestito il soccorso fino ad ora, dall’altro i “ciapisti” ovvero gli autisti soccorritori usciti dai corsi appositamente realizzati dal Ciapi su indicazione della Regione.

Il personale disponibile da zero è diventato perfino troppo per le esigenze. Comincia, così, la crescita esponenziale del servizio di emergenza – urgenza. Nel 2003 le ambulanze salgono a 221 ma senza nuove medicalizzazioni. Con il piano redatto nel 2005 e reso operativo nel 2006 le ambulanze arrivano fino a 270, quasi il doppio di quelle originariamente previste. Alle 28 attrezzate per la rianimazione e alle 193 ambulanze medicalizzate si erano aggiunte 64 nuove ambulanze nel dicembre 2005 ed altre 49 nel 2006. Quest’ultimo incremento aveva ottenuto il via libera dalla commissione sanità dell’Ars.

Il personale impiegato dalla SISE sino al momento dell’ultimo potenziamento era composto da 2654 unità. Di questi 101 dipendenti diretti di SISE – Croce Rossa, 2553 autisti soccorritori formati con i corsi CIAPI e con l’esperienza di volontariato maturata all’interno della Croce Rossa e della stessa SISE. Sulle 49 ambulanze aggiuntive a questo personale si aggiunsero 588 autisti (i così detti interinali) avevano già prestato servizio nella prima fase di attivazione del 118, acquisendo esperienza sul campo. Ogni ambulanze contava, divisi nei turni 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, 12 autisti soccorritori che lavorano per 30 ore settimanali ciascuno.

Alla fine di queste procedure il costo complessivo dell’intero era passato da 89 a 123 milioni di euro.
La SISE ha vissuto gestito il 118 in Sicilia fino a giugno del 2010 quando è stata sostituita dalla nuova società regionale SUES