Una vicenda parzialmente prescritta mentre infondata l’azione di responsabilità amministrative nelle parti non prescritte. Piomba come un fulmine all’improvviso sulla politica regionale la decisione della Corte dei Conti per la Sicilia che ha deciso di assolvere dall’accusa di danno erariale nell’ambito dello scandalo Ciapi il presidente dell’ente Francesco Riggio, l’ex assessore regionale Luigi Gentile ed i funzionari regionali Daniela Avila, Giuseppe Bonadonna, Calogero Bongiorno, Rosario Candela,  Santo Conti, Gaspare Carlo Lo Nigro, Enzo Stefano Testagrossa, Gianluigi Gattuso, natalino Natoli,  e Salvatore Federico Schembri.

Il rischio di prescrizione era già nell’aria da tempo ma colpisce l’infondatezza riguardo ai fatti non ancora prescritti. Confermato anche il dissequestro dei beni per un valore di 15 milioni di ero che era stato deciso in sede preventiva

Il processo per danno erariale riguarda solo amministratori e funzionari pubblici e dunque non sono state analizzate le posizioni dei privati a partire da faustino Giacchetto. Cosa diversa, invece, è il processo di natura penale la dove sono stati contestati reati diversi da quelli di natura amministrativa e di danno erariale.

Per i pm 5 milioni dovevano essere rimborsati da Francesco Riggio, presidente del Ciapi, da Gaspare Lo Nigro, dirigente generale per l’ufficio speciale per l’impiego un milione e mezzo di euro, dall’assessore regionale al Lavoro Luigi Gentile, 427 mila euro e dai funzionari regionali Daniela Avila, Giuseppe Bonadonna, Rosario Candela, Santo Conti, Natalino Natoli, Enzo Stefano Testagrossa, Giangiuseppe Gattuso, 854 mila euro, da Calogero Bongiorno, un milione e mezzo di euro e da Salvatore Federico Schembri, 427 mila euro.