“Correvano gli anni ’60, non c’era la playstation e non c’era neanche la musica House”. Sì perché allora non c’erano nemmeno gli smartphone, internet e i computer super tecnologici che ci tengono tanto impegnati adesso. C’erano, però, sicuramente dei bambini che scendevano in cortile a giocare. Ed è proprio questa sana “abitudine” che verrà ripristinata, solo per un giorno, a Catania.

L’8 novembre si terrà una giornata dedicata ai bambini e alla spensieratezza, nel quartiere storico di San Berillo. 

A partire dalle 9.30 verranno riproposti i giochi di cortile, come le sfide allo “Sciangatello”, il gioco del fazzoletto o quello dei “Carrioli a pallini”. Nel pomeriggio, a suon di folklore con il gruppo “Bummuli e Quartare”, verrà riproposto il gioco delle sedie in Piazza Goliarda Sapienza e altre attività ricreative. Un salto nelle musiche e nelle tradizioni popolari, fino alla chiusura della giornata alle 24.00.

Sono tanti i tentativi di riqualificare la zona e di salvaguardarne la memoria storica, tra cui pochi mesi fa la consegna dei murales da parte dell’Accademia e l’intitolazione della piazza delle Belle a Goliarda Sapienza.

San Berillo è un quartiere dai trascorsi conosciuti e da un presente complesso, fatto anche di qualche contrasto. Da una parte la volontà dei residenti di salvaguardare la zona da attività illecite, dall’altra la necessità di adattarsi da parte dei nuovi abitanti stranieri.  

“L’iniziativa nasce per riqualificare il quartiere. – racconta Gaetano Russo, che si dedica alla zona con l’Associazione Panvision –  L’idea è quella di realizzare una giornata senza tecnologia, dedicata ai bambini, in modo che possano mettere da parte il cellulare e la playstation almeno per un giorno e fare dei giochi, che sostanzialmente si usavano fino a quindici anni fa”.

L’evento sosterrà Telethon Catania e il progetto “San Berillo Parco Urbano Artistico Culturale”, promosso recentemente dall’Associazione  Panvision, che vorrebbe la realizzazione di un museo a cielo aperto, un viaggio tra i vicoli di San Berillo all’insegna dell’arte.

“Chiedo al Sindaco – continua Gaetano Russo –  di valutare la possibilità che San Berillo possa diventare un parco urbano artistico culturale, come a Favara e Gerba (in Tunisia) dove ci possano essere in ogni angolo delle opere d’arte e i turisti possano essere interessati ad entrare nel quartiere, visitandolo a piedi e conoscendo la storia antica di Catania. Un  viaggio nel passato tra i vecchi mestieri e professioni, così come era Catania nell’800  per poi osservare scorci di arte contemporanea, come nel caso del Museo REBA”.