Trecento lavoratori presenti davanti al centro commerciale La Torre di Palermo, adesione media del cinquanta per cento con punte del novanta per cento da Zara. Questi alcuni dei numeri siciliani della seconda giornata nazionale di sciopero organizzata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil contro la mancata volontà di Federdistribuzione di firmare il contratto nazionale.e della Distribuzione cooperativa e Confesercenti di rinnovare quello scaduto a dicembre 2013. Sono 20 mila i lavoratori del settore interessati nell’Isola.

“Il nuovo contratto che Confesercenti e Distribuzione cooperativa hanno proposto è inaccettabile – spiega Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia – perchè prevede condizioni peggiori per i dipendenti sotto il profilo economico e normativo. La Distribuzione cooperativa, addirittura, vorrebbe differenziare trattamenti tra Nord e Sud. Un fatto gravissimo, una sorta di ritorno alle vecchie gabbie salariali. È paradossale che le grandi imprese aderenti a queste associazioni non vogliano riconoscere gli aumenti contrattuali mentre le imprese aderenti a Confcommercio, dal marzo di quest’anno riconoscono condizioni migliori dal punto di vista salariale creando così un divario fra i lavoratori all’interno dello stesso settore. In tutto questo i grandi gruppi, anche quelli a livello internazionale come Auchan, Carrefour, Zara, Leroy Merlin, Zara, Rinascente, giocano al ribasso. Infatti, da due anni siamo seduti al tavolo con la loro associazione datoriale Federdistribuzione ma non possiamo accettare le condizioni peggiorative proposte”.

“Dopo lo sciopero di oggi – aggiunge Flauto – ci aspettiamo che si riparta con i tavoli negoziali e, se non si dovessero registrare inversioni di tendenza, andremo avanti con le proteste e non escludiamo azioni legali per far valere i diritti dei lavoratori. La Uiltucs ha presentato numerosi ricorsi per decreti ingiuntivi per far riconoscere aumenti salariali ai lavoratori discriminati con esito positivo”.

” La necessità di confermare per oggi la seconda giornata di sciopero dei lavoratori dipendenti delle aziende che aderiscono a Federdistribuzione, distribuzione cooperative e Confesercenti e che segue quella di giorno 7 novembre scorso – dichiara invece Mimma Calabrò segretario generale fisascat Cisl Sicilia – è scaturita dal fatto che non abbiamo registrato dalle associazioni datoriali alcun presupposto per riprendere in modo proficuo la trattativa per il rinnovo del contratto. Riteniamo inaccettabili proposte che, anziché migliorare le condizioni economiche dei dipendenti, incidano negativamente sul loro salario. La massiccia adesione allo sciopero dei lavoratori che ha raggiunto picchi del 70/ è la prova di quanto importante sia la ripresa delle trattative che miri a trovare dei punti di mediazione e convergenza affinché si superi la fase di stallo venutasi a creare che, allo stato attuale, sta penalizzando fortemente i lavoratori del settore”.