I metalmeccanici della Cisl contro quelli della Fiom Cgil. Nel giorno dello sciopero generale di Cgil e Uil al quale non prende parte la isl, scoppia la polemica fra sindacati.

I metalmeccanici Cisl protestano per le “modalità antidemocratiche” adottate dai colleghi della Cgil. “Ci giungono da più parti telefonate – denuncia Salvatore Picciurro, segretario della Fim Cisl Sicilia – di lavoratori che protestano perché stamattina è stato impedito loro di entrare in fabbrica per i normali turni di lavoro”.

Tra l’altro, “operazioni squadriste di picchettaggio”, comunica la Fim Cisl, sono state attuate agli impianti petrolchimici di Siracusa davanti ai cancelli della Esso, alla Lukoil Nord e Sud, alla Versalis, allo Sasol. “Così molte aziende – informa il segretario Fim – hanno deciso di concedere un giorno compensativo o di ferie ai lavoratori che non avevano alcuna intenzione di aderire a uno sciopero dal chiaro intento politico. E che sono state tenute forzatamente fuori dai cancelli delle fabbriche”. Ciononostante, calcola la Fim che nel settore metalmeccanico in Sicilia non ha aderito allo sciopero più del 20% dei lavoratori.

Non si fa attendere la replica della Cgil:  “Al petrolchimico di Siracusa ha aderito allo sciopero di Cgil e Uil il 90% dei metalmeccanici. La Fim, invece di alimentare sterili polemiche, peraltro secondo un copione già visto, si faccia qualche domanda in più sul malcontento che c’è tra i lavoratori e sul fatto che non è in piazza con loro”

A parlare sono i segretari della Fiom Cgil Sicilia e della Fiom di Siracusa, Roberto Mastrosimone e Sebastiano Catinella: “I ripetuti e spiacevoli tentativi della Fim di ridimensionare la portata della protesta che la Cgil porta in campo si commentano da soli. Ma, non riuscendo a fare altro di costruttivo, accusarci di operazioni squadriste ci sembra proprio troppo. La Fim invece che cercare di portare al ribasso l’adesione allo sciopero si interroghi sulle istanze che vengono dalla piazza e sulla sua capacità di ascolto”.