Sciopero generale dei lavoratori delle ex Province, domani 23 giugno, a Palermo. I dipendenti di tutta l’isola scenderanno in piazza contro i tagli del governo nazionale che, denunciano, “negano il futuro ai lavoratori e ai servizi delle ex province” ma anche per chiedere al governo regionale “una legge chiara su funzioni, risorse e personale” dei nuovi Consorzi di comuni.

Lo sciopero è stato proclamato da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa insieme al coordinamento delle Rsu di tutte le Province. Hanno dichiarato di aderire anche altre sigle autonome. A Palermo arriveranno 25 pullman. Il corteo partirà da piazza Marina alle ore 11 e si snoderà lungo Corso Vittorio Emanuele per concludersi davanti a Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars.

“La politica la smetta di litigare sulla pelle dei dipendenti delle ex Province. Faccia presto. Entro luglio, prima della pausa estiva, completi la riforma degli enti di area vasta”, dice il segretario della Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo, alla vigilia dello sciopero.

“Le beghe politiche non portano da nessuna parte. Seimila persone in Sicilia attendono una legge di riforma chiara su servizi alla collettività, risorse e personale dei liberi consorzi di Comuni e delle città metropolitane”, aggiunge Milazzo. Il disegno di legge che dovrebbe assegnare funzioni e competenze ai Liberi Consorzi, al momento, è fermo all’Ars dopo la recente bocciatura dell’articolo 1 e la Sicilia, che sul terreno della riforma s’era mossa prima dello Stato, pare immobile, inghiottita dal pantano. La conseguenza, sostengono alla Cisl, è che senza una legge che disciplini le nuove realtà istituzionali, “il caos esplode”. Oltretutto, “le nuove città metropolitane – osserva Milazzo – sono soggetti attuatori di spesa Ue. Ma senza la legge che le istituisce, chi spende le risorse che l’Ue assegna a questi enti?”.

Ma il fronte caldo, per il sindacato, è quello dei lavoratori: “La guerra tra partiti e dentro i partiti ci porta nel baratro sociale”, denuncia il segretario Cisl. Perché “senza le nuove norme, ad aumentare di giorno in giorno è il rischio mobilità per i lavoratori. E quanto alle Partecipate provinciali, a prendere concreta forma – incalza – finirebbe con l’essere lo spettro della liquidazione”.

A dare voce alla preoccupazione Cisl, anche Gigi Caracausi, segretario della Fp Cisl Sicilia (la funzione pubblica), per il quale “se non arriva la legge, già a settembre i precari delle ex Province potrebbero trovarsi con la lettera di licenziamento in tasca. I dipendenti in organico a loro volta scivolerebbero nella mobilità che, come si sa, è l’anticamera della perdita del lavoro”.

E il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone – si apprende – accogliendo la richiesta dei sindacati confederali della Cgil, Cisl, Uil e autonomi del Csa, incontrerà domani i rappresentanti dei lavoratori delle ex Province regionali. L’appuntamento è alle ore 13.30, nella Sala Rossa di palazzo dei Normanni. L’incontro è stato allargato anche ai presidenti dei gruppi parlamentari a Sala d’Ercole.

“L’approvazione della riforma – afferma Ardizzone – è ineludibile, altrimenti si sciolga il Parlamento e si torni al voto”.