Un braccio di ferro garbato, ma fra i Cinque Stelle e il presidente del consiglio comune di Acireale è comunque scontro. La questione è legata alla convocazione di alcune commissioni consiliari che agli M5S non sono andate giù. Il Movimento che in Sicilia sta andando giù a testa bassa sulle vicende legate ai gettoni dei rappresentanti dei consessi civici, nei giorni scorsi ha sollevato anche un ‘caso Acireale’ finito anche sui tg nazionali.

Oggi i grillini sono tornati alla carica e in una conferenza stampa a cui ha preso parte la deputata acese, Angela Foti, hanno ripercorso la vicenda attingendo dagli atti consiliari.

“Ad Acireale – si legge in una nota di M5S – il 29 luglio dello scorso anno, raccontano i verbali, la V commissione consiliare si è trasferita in piazza in occasione de “Il più bel carnevale di Sicilia d’estate” per “sondare dal vivo le reazioni del pubblico presente e valutare l’organizzazione”. Dettagliata la descrizione della scarpinata dei commissari per “ammirare i vari carri, le botteghe artigianali e d’arte, oltre ai movimentati artisti da strada”, durante la quale i consiglieri “notano con vero piacere la grande ed affollata grigliata di barbecue di carne e di pesce, angolo culinario che unitamente alle botteghe artigianali dei dolci… permettono di allietare il palato con degustazioni di gelati, granite e prodotti tipici siciliani. I componenti commentano e suggeriscono…”.

I pentastellati riferiscono anche di altre sedute itineranti ed Angela Foti tuona: “Peccato – dice la deputata M5S – che a pagare le sedute itineranti, tra grigliate e granite, frizzi e lazzi, siano i cittadini, alla modica cifra di 63 euro a gettone”.

Secondo il Movimento 5 Stelle, tra luglio scorso e febbraio del corrente anno, le sedute consiliari ad Acireale sono costate quasi 225 mila euro (che vanno aggiunti agli 86mila euro erogati per il consiglio comunale). Il dato complessivo ammonta, per lo stesso periodo, a circa 342 mila euro (considerando gettoni per le commissioni, gettoni per il consiglio e l’indennità per i segretari di commissione).

“Apprendo con soddisfazione che in merito alla questione “commissioni consiliari” sollevata dall’on. Foti, non emerga alcun problema di legittimità o violazione del regolamento comunale. Vengono, invece, contestati dai Cinque stelle i temi trattati in alcune sedute di commissione o la partecipazione ad importanti manifestazioni cittadine”, replica in una nota il presidente del Consiglio comunale, Rosario Raneri.

In merito alla partecipazione di una commissione al Carnevale, il presidente consiliare di Acireale spiega: “Di certo i consiglieri non sono andati a passeggiare lungo il circuito, ma la commissione politica, accompagnata dal presidente della Fondazione del Carnevale, ha voluto dare il proprio contributo per valutare e per delineare alcuni aspetti organizzativi, e per suggerire alcuni miglioramenti per le prossime edizioni. I contenuti e gli argomenti possono essere giudicati in base alla discrezionalità di ciascuno, ma non si può contestare la legittimità degli atti”.

Anche Raneri fornisce dati e cifre puntualizzando che “l’attività del consiglio comunale compreso di commissione costa a conti fatti 0,88 centesimi al mese a cittadino. Ciò non significa che riguardo all’aspetto economico non sono già previsti provvedimenti dettati da un atto dell’amministrazione Barbagallo. La delibera di giunta n. 103 riguardante le azioni di contenimento della spesa prevede la riduzione del numero delle commissioni e dei costi di organizzazione. I tempi per recepire l’atto della giunta si sono allungati perché il consiglio comunale ha atteso che l’Ars decidesse sulla legge che prevede il taglio dei componenti dei consigli e dei gettoni di presenza dei consiglieri in adeguamento alla legge nazionale”.

Il presidente del Consiglio comunale ha anche fatto sapere che ad Acireale dal 2002 è stato “stabilito un tetto massimo del numero di commissioni consiliari retribuite, che prevede la durata minima di almeno un’ora di ogni seduta e il pagamento di un solo gettone nella stessa giornata, regolamento adottato da pochi comuni in tutta Italia”.