Gli scopritori inizialmente avevano pensato di aver di fronte un cimitero della mafia, ma le ossa umane ritrovate su luogo, dopo un’attenta analisi, sono risultate molto antiche, appartenenti a un periodo compreso tra il IV e il VI secolo a.C.

Tutto ciò è emerso dopo che i ricercatori hanno ritrovato, nelle campagne di Enna, nella zona di contrada Capodarso, nei pressi di Enna, diversi cocci di vasellame risalenti, appunto, all’epoca sopra citata. La segnalazione era pervenuta da alcuni raccoglitori di lumache che, trovando alcune ossa umane in un anfratto, avevano subito avvertito le autorità.

E’ stata immediatamente avviata un’ispezione nelle grotte della zona e, dopo l’intervento dei vigili del fuoco, del nucleo Tutela patrimonio culturale di Palermo e degli esperti della
Soprintendenza ai Beni Culturali di Enna, l’area è stata confermata come necropoli. La scoperta ha sede nel parco archeologico “Sabucina e Capodarso”.

G.F.