Scoppia la rabbia dei 24 mila forestali siciliani licenziati in tronco dall’oggi al domani senza aver concluso le giornate previste nel corso del 2015 per loro. le casse della Regione sono vuote e senza soldi non li si può far lavorare così sono scattate le proteste  a Palermo, Catania, Messina, Enna. proprio nel capoluogo della Sicilia centrale da ieri sono in corso blocchi a singhiozzo nelle strade di accesso alla città.

Proclamato lo sciopero generale della categoria e annunciate iniziative di mobilitazione a oltranza in tutta l’Isola. da stamani presidi davanti alla Presidenza della Regione e all’Azienda foreste. La protesta potrebbe inoltre sfociare nei prossimi giorni in una manifestazione regionale a Palermo anche per manifestare contro il mancato mantenimento della promessa fatta solo venerdì scorso di una proroga di 7 giorni per arrivare alla fine del mese di ottobre.

La scorsa settimana il governo aveva, infatti, assicurato ai sindacati che non ci sarebbero state sospensioni almeno fino al 30, in attesa della
delibera Cipe da 650 milioni di euro, 88 dei quali per il finanziamento delle attività dei forestali, “un impegno che oggi si rivela carta straccia”, dicono i tre segretari generali Salvatore Tripi, Fabrizio Colonna e Gaetano Pensabene, che parlano di “prevedibile crescita della tensione tra i
lavoratori” rigettando sul governo la responsabilità di “eventuali degenerazioni della protesta”.

 E a Palermo i forestali stanno bloccando la via Regione siciliana, all’altezza  del cavalcavia  di viale delle Scienze. A protestare sono tutti i forestali della provincia di Palermo. “Non sanno se torneranno al lavoro. E stanno già perdendo giornate di lavoro. Stanno bloccando piazza Indipendenza, via Basile,  viale Regione Siciliana e la stessa cosa sta accadendo nelle altre province. La  protesta  continua  fino a quando il governo non ci darà risposte, anche per domani e dopodomani abbiamo indetto la mobilitazione – dichiara il segretario della Flai Cgil di Palermo Tonino Russo – Non vogliamo creare disagi alla popolazione, sappiamo che non ha senso. Ma i lavoratori sono disperati e nella disperazione si scelgono anche gesti che possono dare fastidio”.

(nella foto la protesta di Messina)