Via i quaderni e i libri, alla scoperta del Monastero dei Benedettini. Gli studenti catanesi hanno sperimentato l’alternanza scuola-lavoro, introdotta dalla riforma della Buona Scuola, collaborando con l’associazione Officine Culturali, che ormai da circa 6 anni si occupa del plesso monastico.

È successo a Catania, nel liceo statale “Lombardo Radice”, dove i ragazzi della 4D hanno interrotto le loro lezioni giornaliere per confrontarsi con il mondo del lavoro. Gli studenti mostreranno l’esito della propria attività venerdì 20 novembre, quando si caleranno nei panni di guide turistiche per presentare le cucine del Monastero dei Benedettini. Le visite si svolgeranno dalle 9.00 alle 13.00.

“L’evento è gratuito, – racconta Patricia Vinci di Officine Culturali – abbiamo reso liberamente fruibili le cucine e le cantine. Ad ogni postazione ci saranno le studentesse del Lombardo Radice, che racconteranno la storia di una determinata area. L’idea è che man mano che il visitatore passeggia, può decidere di fermarsi e farsi raccontare che cosa è accaduto”.

Alcuni ragazzi, come ci spiega Patricia, sono stati preparati sui contenuti, sulle espressioni e sulla mimica facciale per poi far conoscere la storia del Monastero ai catanesi. Altri hanno curato la campagna di comunicazione, promuovendo l’iniziativa con comunicati stampa e con i social network. Altri ancora si sono, invece, dedicati alla scienza, dato che alla fine dell’800 il plesso monastico ha ospitato l’Osservatorio Astrofisico di Catania, come verrà raccontato con un power point venerdì.

L’alternanza scuola-lavoro è stata un vero e proprio esperimento. Solo lunedì scorso, i liceali catanesi erano scesi in piazza per manifestare contro questo aspetto della Buona Scuola, che creerebbe manodopera non retribuita già tra i giovanissimi. Difatti, da una parte, i ragazzi possono avere delle esperienze lavorative che, nei colloqui di lavoro, sono ben più richieste rispetto al titolo di studi; dall’altra, devono certamente imparare ad organizzarsi, tra compiti e interrogazioni, come hanno cercato di fare gli studenti del “Lombardo Radice”.

“È stata davvero una bella esperienza, – racconta Alessia Belnato – ovviamente essendo una studentessa del liceo ho avuto delle difficoltà, ma sono molto felice di questa alternanza. È stato comunque un po’ pesante dato che la mattina abbiamo lavorato e il pomeriggio, una volta a casa, i libri ci aspettavano, ma questo progetto mi è davvero piaciuto e l’ho apprezzato anche per la stupenda sede che ci ha accolto”.