“Se non estirpi il male, il malato non guarisce e noi continueremo a vivere in queste condizioni…”.

Il male in questione, secondo Francesco Ingoglia, catanese di Corso Sicilia, sono le prostitute di San Berillo Vecchio. Le condizioni sono quelle degli androni dei palazzi della zona che in alcuni casi si trasformano in vere e proprie alcove.

La sorpresa Ingoglia l’ha trovata ieri quando, uscendo dell’appartamento, ha trovato sui gradini del condominio un profilattico adoperato che il lettore ha documento con una foto che non pubblichiamo per decenza.

“Se in estate si appartano nelle viuzze di San Berillo e anche in prossimità del cantiere della Metropolitana di via Sturzo – sostiene Ingoglia – in inverno le prostitute, date le basse temperature notturne, operano all’interno dei nostri condomini forzando il portone danneggiandolo. Noi non ne possiamo più!”

Qualche tempo fa lo stesso lettore aveva registrato dal balcone di casa sua un’animata discussione fra una lucciola e un uomo: “Una situazione di tragica anormalità per chi abita da queste parti – spiega oggi – e pensare che le nostre abitazioni sono considerate beni di lusso”.

Eppure qualche tentativo si sta provando per cercare di recuperare San Berillo, anche se alla buona volontà di volontari si registrano anche azioni spiacevoli come il raid vandalico ai danni del presepe che era stato allestito nel quartiere a luci rosse. C’è anche il tentativo (l’ennesimo) da parte del Comune di provare un restyling della zona mediante dei cantieri nei quali lavoreranno dei giovani detenuti del carcere minorile di Bicocca.

“Per carità, tutte iniziative lodevoli – aggiunge Ingoglia – ma la questione centrale è l’ordine pubblico e se non si fanno spostare le prostitute questa zona non la recupereremo mai. E come un malato al quale non estirpi il male, come riesce a guarire?”

Il degrado di San Berillo è un argomento antico quasi quanto alcune mura dello stesso quartiere. Sono in tanti, però, a riconoscerne un certo fascino tanto che alcuni privati hanno voluto investire restaurando degli edifici fatiscenti. Forse un pieno recupero un giorno ci sarà, ma intanto i residenti della zona invocano normalità.