“Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette…” cantava Francesco De Gregori.

Andrea Belotti non sta vivendo un momento felice, ma rappresenta il futuro del Palermo. Dopo un’annata di esplosione in B, il giovane attaccante rosanero e della nazionale under 21, venuto dall’Albinoleffe sta facendo fatica ad esprimersi nel massimo campionato, a parte la parentesi della doppietta di Napoli. È accaduto anche ieri a Torino, dove non ha sfruttato la serata da titolare per la squalifica di Vazquez.

Spesso lento e prevedibile in avanti, Belotti è stato sovrastato da Glick e dal resto dei difensori granata, mentre il principe Dybala inscenava un’altra serata di grazia.

Il gallo ha però dato segnali di impegno, partecipando alla manovra a tutto campo, fino alla fase difensiva, come gli chiede mister Iachini. Il bomber portato a Palermo da Perinetti è un predestinato seguito da tutte le grandi del calcio italiano. Va aspettato con calma, perché sarà il prossimo campione rosanero, dopo l’esplosione del principe Dybala. Lo aspetta il pubblico del Renzo Barbera sempre pronto ad accoglierlo, quando entra in campo, senza fargli notare gli errori e applaudendolo ad ogni azione pericolosa. Mentre i commentatori lo paragonano al giovane Bobo Vieri, Belotti corre per i campi con la grinta dei veri bomber.

Il gallo è un idolo già ora, ma non deve chiedere troppo a se stesso. Per certi versi ricorda il Dybala di due anni fa, già pronto a certe prodezze, ma ancora acerbo per la consacrazione. Conte lo segue già e tra pochi anni lo vedremo con la maglia azzurra della nazionale maggiore. Andrea è descritto come un vero bravo ragazzo, umile e ben calato nella realtà palermitana, spesso rampa di lancio per il calcio italiano. Merita pazienza e l’incoraggiamento di tutti. Il futuro rosanero gli appartiene già adesso.