Secondo giorno di paralisi informatica alla Regione siciliana. Servizi, sportelli sanitari, pagamenti, anche la pagina web della Regione e la posta: tutto in tilt a causa dell’interruzione del collegamento con i server di Sicilia e-servizi, la partecipata regionale responsabile della cruciale piattaforma digitale dell’ente pubblico.

Centoquattordici milioni di euro. A tanto ammonterebbe il credito della Engineering, la società partner di Sicilia e servizi esclusa da poco meno di due anni a scadenza della convenzione quando Sicilia e servizi divenne totalmente a capitale pubblico. Soldi derivanti da servizi resi, da acquisti di know how e così via. E’ questo il contenzioso che blocca i servizi informatici. Un contenzioso sulla quantificazione delle somme dovute ma a fronte del quale la Regione non  ha ancora versato un euro ma continua a utilizzare servizi e banche dati.

Almeno fino all’altro ieri visto che da ieri mattina i privati hanno staccato la spina. Impossibile prenotare una visita o cambiare il medico, impossibile inviare mail alla regione o riceverne visto che sono bloccati anche i servizi di posta, impossibile predisporre, per la regione, le buste paga o pagare i dipendenti ma anche i mandati di pagamento verso i privati. Bloccata anche la spesa comunitaria che era in pagamento e di conseguenza la rendicontazione che scade il 31 dicembre.

La società aveva minacciato più volte di staccare al spina e a giungo si era assistito ad un altro blackout durate un paio di giorni. Stavolta lo stop è totale e non c’è alcuna intenzione di fare passi indietro.

Qualche difficoltà anche per il 118 ma solo per le banche dati. Il servizio è comunque garantito. La scelta di staccare la spina il 30 novembre è stata ponderata. Gli stipendi dei regionali sono stati pagati ma se non si risolverà il contenzioso a rischio ci sono le tredicesime. Uno strumento di pressione in più per i privati. Ma la regione non ha i soldi per pagare il conto e questo allontana una soluzione

Nel frattempo l’amministratore unico dell’azienda regionale Antonio Ingroia conferma con una nota inviata tramite “un indirizzo di posta privato per il blocco effettuato all’intero sistema dall’ex socio privato di Sicilia e-servizi”, che ha attivato un comitato di crisi, e fa capire che la questione potrebbe finire in procura, “perché si mettono in discussione servizi essenziali dei siciliani: qualcuno dovrà rispondere dell’enorme danno arrecato che ogni ora che passa aggrava sempre di più i disagi”.