Ha fruttato una denuncia per stalking la campagna mediatica del direttore ed editore di Telejato sulla gestione dei beni sequestrati alla mafia. La denuncia è arrivata dall’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, amministratore di diversi beni confiscati alla mafia e bersaglio principale de servizi dell’emittente televisiva di Partinico negli ultimi due anni.

Cappellano Seminara si sente perseguitato dal giornalista. Secondo l’avvocato, come riporta il Giornale di Sicilia, i servizi di Telejato sarebbero pieni di inesattezze e coinvolgerebbero anche alcuni suoi familiari. “La nostra vita è stata sconvolta e non intendo accettare più passivamente questo stato di cose – ha dichiarato Seminara al quotidiano palermitano. – Chiedo che si accertino i comportamenti di Maniaci e la ragione di tutto ciò”. La denuncia è stata presentata alla Procura di Palermo e se ne sta occupando il procuratore aggiunto Dino Petralia.

I servizi contro la gestione dei beni confiscati gestiti da Gaetano Cappellano Seminara e dal suo studio sono iniziati due anni fa ma sono saliti alla ribalta della cronaca nazionale nella primavera scorsa in seguito alla messa in onda di un servizio delle Iene. L’inviato della trasmissione televisiva di Italia Uno ha riportato l’inchiesta di Pino Maniaci, intervistando sia il giornalista che l’avvocato.

I servizi di Maniaci denunciano “una cattiva gestione di beni per un patrimonio complessivo di milioni di euro in beni mobili e immobili”, ponendo l’attenzione sugli elevati compensi per gli amministratori giudiziari nominati dalla Sezione per le misure cautelari del Tribunale di Palermo.

Telejato ha più volte rimarcato che su un albo di 4 mila avvocati, la maggior parte degli incarichi è attribuito allo studio Cappellano Seminara e ai suoi collaboratori. In più, si evince sempre dai servizi dell’emittente partinicese, la maggior parte delle aziende affidate a amministrazione giudiziaria al momento del sequestro risultano in attivo e floride, ma dopo pochi anni di amministrazione giudiziaria finiscono in rosso.

Non si è fatta attendere la reazione di Pino Maniaci alla denunci per stalking che definisce “davvero strana. Noi staremmo perseguitando l’avvocato Cappellano Seminara? – dice Maniaci – Piuttosto stiamo cercando di far luce sulla gestione dei beni sequestrati a Palermo. La capitale d’Italia dei beni sequestrati. Se quello che abbiamo fin qui detto non è vero, allora abbiamo piuttosto diffamato l’avvocato Seminara. Ma una denuncia per diffamazione avrebbe costretto tutti a accendere i riflettori proprio sulle cose che stiamo cercando di chiarire”. Ora Maniaci sta pensando a una controquerela nei confronti dell’amministratore giudiziario.