Prosegue senza sosta la lite infinita tra Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi e critico d’arte e Beppe Grillo, comico e attivista politico.

Quando due personalità sono troppo uguali o troppo diverse è risaputo che risulti quasi impossibile andare d’ accordo.

Stavolta, però, non ci si è fermati a semplici diverbi verbali. Sgarbi, infatti, ha incaricato il suo legale, Gianpaolo Ciccone, di avviare le pratiche di querela nei confronti di Grillo.

Il sindaco di Salemi l’accusa, infatti, di essere un ladro in quanto sostiene che il comico si sia appropriato ingiustamente di una formula politica da lui idealizzata diversi anni fa.

Ha affermato: “Non posso accettare che la mia formula politica, coniata oltre 15 anni fa a Segrete che recita noi non siamo né a destra, né a sinistra ma in alto, venga usata impropriamente da questo bulletto di periferia che mentre io facevo politica cercava di corteggiare mia sorella”.

E ha continuato così: “Siamo di fronte alla penosa falsificazione di un ladruncolo provinciale che continua a ripetere, senza citarne la fonte originale, il motto del mio movimento politico!”.

Il sindaco di Salemi ha indicato come persone informate dei fatti Giorgio Grasso e Cinzia Viola, suoi collaboratori politici del tempo.

Come risarcimento danni ha richiesto 10 milioni di euro che utilizzerà investendo sulla creazione del movimento 7Stelle, progetto che desidera realizzare da anni. Che questa sia la volta buona?