Tra i 37 Comuni siciliani che andranno al voto il 25 maggio c’è anche Salemi. Vittorio Sgarbi riparte proprio da lì. Il critico d’arte più litigioso d’Italia si ricandida a sindaco della cittadina del Trapanese, incarico dal quale si è dimesso nel febbraio del 2011 per protestare proprio per la richiesta di sciogliere il Comune per infiltrazioni mafiose che definisce “presunte e mai dimostrate”.

“Mi candido da solo – spiega Sgarbi – con il sostegno di una lista civica. Chi vuole aderire può inviare la sua disponibilità all’email press@vittoriosgarbi.it”.

L’annuncio della candidatura occupa lo spazio di appena tre righe di una lunga nota stampa in cui Sgarbi racconta degli “inquietanti scenari” sullo scioglimento del Comune. Una faccenda che non gli è mai andata giù.

L’ex sindaco di Salemi punta il dito contro e fa un nome e un cognome, Giuseppe Ranieri. Recentemente Sgarbi ha chiesto che la magistratura “apra formalmente una indagine per verificare l’operato dell’ex Vice Prefetto di Trapani, Giuseppe Ranieri, capo della Commissione di accesso agli atti nel Comune di Salemi, dalla cui relazione – stilata allo stesso Ranieri – l’allora ministro dell’Interno Cancellieri, nel marzo del 2012, ha chiesto e ottenuto lo scioglimento del Consiglio comunale. Tanti, infatti – scrive Sgarbi – sono i dubbi su Ranieri sulla base degli atti di una inchiesta del 2012 della Procura di Reggio Calabria che ha accertato i suoi inquietanti rapporti con soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta. Dubbi avvalorati dal fatto che la relazione su Salemi stilata da Ranieri contiene numerosi falsi, travisamenti dei fatti e supposizioni e suggestioni elevati a “prove”.

Vittorio Sgarbi continua scendendo nei dettagli: “Ranieri arrivò a Trapani (proveniente da Vibo Valentia) nell’ottobre del 2010 con un provvedimento di trasferimento deciso dall’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni. E a Trapani fu nominato Vice di Marilisa Magno, il prefetto che, sollecitato da una interrogazione del Pd sugli esiti dell’indagine «Salus Iniqua» a carico dell’ex parlamentare Dc Giuseppe Giammarinaro, inviò gli ispettori al Comune di Salemi.

Il nome di Giuseppe Ranieri – conclude il candidato a sindaco – salta fuori da numerose intercettazioni telefoniche (molte ancora coperte da omissis) contenute in una ordinanza di arresto del Gip del Tribunale di Reggio Calabria che a fine 2013 ha portato all’emissione di provvedimenti di custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta, e tra questi di tale Giovanni Tripodi Junior, ritenuto affiliato alla cosca di Melito Porto Salvo e intercettato a parlare dell’assegnazione di appalti proprio con l’ex Vice Prefetto di Trapani Giuseppe Ranieri, attualmente in servizio al Ministero dell’Interno come Capo ufficio di staff all’Ufficio VII (Innovazione organizzativa) del Dipartimento per le politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie”.

Insomma, Vittorio Sgarbi annuncia battaglia. E anche se Salemi si prepara alle nuove elezioni, continua a ritenere il commissariamento del Comune un torto a tutti gli effetti.