Il primo a “ricordarglielo” in campagna elettorale quando Giancarlo Cancelleri correva per la carica di presidente della Regione, era stato proprio il presidente Crocetta. Uno che è stato magazziniere di Di Vincenzo non può essere del tutto estraneo al sistema, ha detto più o meno in questi termini il candidato Crocetta rivolgendosi allo sfidante Cancelleri.

Dopo l’elezione, però, la frecciata al veleno all’indirizzo del candidato grillino non aveva compromesso i loro rapporti. Pietro Di Vincenzo, costruttore edile di Caltanissetta, già presidente regionale dell’Ance, è coinvolto in diverse inchieste e la Corte d’Appello di Caltanissetta lo scorso febbraio lo ha condannato a nove anni di carcere per estorsione ai suoi dipendenti e intestazione fittizia di beni.

In questi giorni, nel caos delle polemiche sulla nomina di Alfonso Cicero alla guida dell’Irsap, a rimarcare le accuse di “contiguità” o presunta a Cancelleri è stato proprio il commissario straordinario dell’Istituto regionale di sviluppo delle attività produttive che Crocetta vuole a capo della struttura che ha di fatto sostituito le 11 Asi siciliane, replicando all’ostilità che Cancelleri ha espresso sulla sua nomina.

Il capogruppo del M5S all’Ars, è stato infatti il promotore in aula della mozione che censura l’ostinazione di Crocetta sostenendo che in terza commissione di palazzo dei Normanni è in discussione la legge di riforma dell’ente e che quindi la nomina di Cicero a presidente può attendere. Una mozione d’ordine che ha trovato il favore unanime dell’Ars e che però non è piaciuta per nulla né a Crocette e nemmeno a Cicero.

Alle accuse di Cicero, Cancelleri replica con convinzione: “Un attacco personale composto solo da vili calunnie ed insinuazioni di bassa lega – dice il portavoce grillino a un quotidiano – Io non ho mai attaccato Cicero sul piano personale. Abbiamo solo posto un quesito all’Ars sull’opportunità che il governo proponesse delle nomine mentre un disegno di legge veniva trattato in terza commissione. Il voto per sospendere le nomine è stato unanime”.

Un voto che proprio oggi dovrà confrontarsi con l’adempimento previsto in prima commissione affari istituzionali – dove è in corso l’esame dei 100 subemendamenti al ddl antiparentopoli – di approvare o bocciare le nomine del governo regionale. E visti i toni polemici di questi giorni, non è escluso – come già accaduto per altre nomine – che la giunta incassi una prima sonora batosta dal voto opposto dei deputati. Seppure Crocetta puntualizza che sulla nomina di Cicero, essendo già dipendente regionale, non ci sia l’obbligo di un pronunciamento della prima commissione. Un distinguo che sembra convincere anche Cancelleri. Altra questione invece per i componenti del cda Irsap che devono poi eleggere il presidente nella figura del designato Cicero. L’eventuale bocciatura, comunque, rallentarebbe – se il rilievo tecnico trovasse ragione – la nomina dello stesso commissario alla presidenza dell’Istituto.

Ma il gruppo dei grillini intende andare ribadendo la propria contrarietà specie sulle modalità delle nomine e sul frangente temporale in cui arrivano. Il Pdl sembra altrettanto convinto mentre in commissione il Pd è rappresentato da tre deputati che appaiono abbastanza schierati contro l’attuale commissario Irsap. Si tratta di Mario Alloro, deputato Pd che era stato accusato proprio da Cicero, di reggere le sorti di un comitato d’affari che avrebbe speculato all’Asi di Enna che certamente non voterà a favore, di Franco Rinaldi, messinese al centro delle polemiche per il suo coinvolgimento nell’inchiesta sulla formazione professionale e che non gradisce i contenuti del ddl antiparentopoli in discussione in queste ore e del perplesso Giovanni Panepinto.

Sulle accuse rivolte da Cicero a Cancelleri oggi una presa di posizione ufficiale arriva dal presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone che si schiera a favore del deputato: “Un attacco personale che non può e non deve trovare alcuna giustificazione. Desidero esprimere la mia solidarietà al collega Giancarlo Cancelleri, presidente del gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle, oggetto di insinuazioni pesanti, quanto gratuite. Cancelleri si è limitato a fare valutazioni sull’opportunità che il governo proponesse delle nomine mentre un disegno di legge veniva trattato in Commissione. E il voto dell’Aula per sospendere quelle nomine è stato unanime. Non può e non deve essere consentito a nessuno “aggredire” verbalmente un parlamentare nel pieno esercizio delle proprie funzioni. Cancelleri è una persona corretta, la cui integrità morale non può essere messa in dubbio solo per aver fatto valutazioni squisitamente politiche”.
edd