L’autodromo di Pergusa torna nel giro che conta, dopo anni di congedo dal circuito agonistico internazionale.

Nel week-end del 31 ottobre 2010 l’impianto ennese ospiterà infatti la prova del campionato mondiale ed europeo di Gran Turismo, riprendendo il filo interrotto nel 2003. A darne notizia è Mario Sgrò, presidente dell’ente che lo amministra.

Il tracciato occupa uno spazio importante nella storia motoristica siciliana. Nel corso degli anni ha ospitato appuntamenti di grande spessore, sigillati dalla sontuosa kermesse organizzata nel 1997 dalla Ferrari, in occasione del suo cinquantesimo anniversario. Per il compleanno della casa del “cavallino rampante” giunsero nell’isola Michael Schumacher, Eddie Irvine e i componenti della squadra corse di Maranello, guidati dal presidente Luca Cordero di Montezemolo.

I ricordi di quei meravigliosi momenti si sono fissati nel cuore degli oltre 100 mila spettatori presenti, il cui caloroso abbraccio è ancora vivo negli uomini della scuderia emiliana. Quell’evento ha scritto una delle pagine più esaltanti del circuito, le cui origini risalgono agli anni Cinquanta, quando l’amministrazione comunale di Enna decise di edificarlo sulle sponde dell’omonimo lago.

Su quel nastro d’asfalto, che circoscrive lo specchio d’acqua, si sono disputate gare di notevole interesse, legate a categorie diverse: Formula 1 (il 27 agosto del 1961), Formula 2, Formula 3000, Turismo e Granturismo, oltre ad appuntamenti di valenza minore. Una storia gloriosa, che si è appannata nel tempo, anche in ragione delle mutate esigenze sul fronte della sicurezza. Le nuove disposizioni tecniche hanno portato a delle revisioni nella sua fisionomia, che non sono bastate a rilanciarne l’attività.

Il circuito ha una lunghezza di 4.950 metri, quindi superiore a quella di molti tracciati utilizzati dalla Fia per le gare del Campionato del Mondo di Formula 1. La larghezza non scende mai al di sotto degli otto metri, risultando significativamente più ampia per quasi tutto l’arco del suo sviluppo. Il rettifilo principale ha una lunghezza di 300 metri e permette delle considerevoli punte velocistiche, oltre a buone possibilità di sorpasso, specie in fase di staccata.

La configurazione planimetrica registra una prevalenza di curve a destra, presenti in dieci unità, contro le sei di quelle a sinistra. Alcuni raccordi sono molto veloci e richiedono una grande padronanza del mezzo, oltre a una forte fiducia in se stessi, per essere affrontate al meglio, guadagnando preziosi centesimi sugli avversari. Le varianti portano nomi legati alla cornice ambientale di riferimento: Piscine, Proserpina, Pineta e Zagaria.

Più recente la chicane Schumacher, introdotta per questioni di sicurezza ed elaborata seguendo i suggerimenti del campione tedesco al quale è stata tributata. L’asfalto del circuito garantisce un buon grip, ma non sempre il fondo si presenta omogeneo. Un fatto che induce molti piloti a rinunciare alle opzioni di assetto più rigide, che potrebbero sortire scompensi sulla dinamica di guida.

Il paddock ha un’estensione di due ettari e si apre ai 34 box, ciascuno dei quali vanta una dimensione di 80 metri quadrati. Quanto basta per ospitare comodamente due auto da corsa e le attrezzature tecniche utilizzate dai meccanici e dagli ingegneri dei team. La tribuna coperta centrale può accogliere fino a 4 mila spettatori, che godono di una buona panoramica sull’impianto. Altre strutture trovano sistemazione nei punti caldi, dove si infiamma il cuore degli sportivi.

La dotazione tecnologica non denuncia particolari handicap e risulta adeguata alle esigenze di un autodromo di medio livello. Nel corso degli anni le kermesse ospitate hanno avuto delle ricadute positive sull’appeal della zona, con effetti benefici sull’indotto turistico. Ma alcune difficoltà di ordine tecnico hanno fatto perdere smalto al circuito che, in tempi recenti, non ha potuto ospitare appuntamenti degni della sua tradizione, sia per ragioni legate alla messa a norma sul piano della sicurezza che per motivi di carattere ambientale.

L’impianto ricade infatti in una Riserva Natura Speciale, dove spesso nidificano dei rari uccelli migratori, con i quali l’attività agonistica deve fare i conti. Questo limita gli eventi a manifestazioni di club per auto e moto d’epoca e moderne. L’obiettivo è di superare al più presto gli scogli, specie quelli legati alla difficile omologazione, per ridare al tracciato lo splendore che merita.

Ora arrivano i primi segnali importanti. La Fia, del resto, ha approvato il progetto proposto dall’Ente Autodromo in ordine alle modifiche di sicurezza da realizzare, per confermare la qualificazione a grado 2 del circuito, sospesa dal 2004, che sarà ristabilita appena i lavori saranno conclusi.