I ventimila lavoratori precari degli Enti locali siciliani rischiano di restare al palo. Nonostante la grande mobilitazione di martedì nulla si muove sul fronte della sistemazione della loro posizione al contrario è come se la politica tenda a dimenticarsi di loro come se non fosse un problema di nessuno.

Si tratta non soltanto di un tema con un enorme impatto sociale ed economico ma anche di natura amministrativa visto che questi precari reggono, ormai, molti servizi di una innumerevole quantità di amministrazioni locali

“Senza fondi dedicati rischiano di perdere il proprio posto di lavoro” conferma Gianni Borrelli, della Uil Sicilia, il sindacato che fino a pochi mesi fa era il più morbido col governo Crocetta ma che si è visto costretto a cambiare posizione.

Prima ancora di poter parlare di fondi, però, è necessaria una deroga al patto di stabilità senza la quale, pur trovando i fondi, non sarebe possibile spenderli per mantenere in servizio queste persone.

“Il Governo regionale – dice Borrelli – deve aprire un tavolo di confronto con quello nazionale e coinvolgere le parti sociali ed i rappresentanti degli Enti Locali interessati per consentire l’avvio dei processi di stabilizzazione ed evitare che migliaia di lavoratori a tempo determinato o ex Asu restino senza occupazione dopo oltre vent’anni di precariato. Chiediamo anche a tutta la deputazione siciliana a Roma di intervenire per la creazione di una cabina di regia nazionale, come avvenuto per la Calabria, che abbia il compito di individuare soluzioni. La Uil, in assenza di risposte certe ed immediate, è pronta alla mobilitazione generale”.

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