Una boccata d’ossigeno per Comuni e province dell’Isola ma certamente non un trasferimento risolutivo. Potrebbe arrivare dalle variazioni di bilancio che il Presidente della Regione Rosario Crocetta ha consegnato, informalmente, ai capigruppo durante la riunione di ieri pomeriggio.

In arrivo ci sono 71 milioni 444 mila e 469 euro. Si tratta di trasferimenti dallo Stato alla Regione per effetto dell’applicazione del patto di stabilità verticale. l governo ha predisposto una distribuzione di questi fondi per mettere una pezza alle tante falle del bilancio 2013.

I più gettonati sono i Comuni ai quali andrebbero 25 milioni 244 mila e 469 euro. Sicuramente la parte più consistente del finanziamento. Seguono a ruota i forestali che potranno contare su una dotazione economia di 23 milioni di euro. Per loro, però, è in arrivo anche la beffa. Entro oggi 1 ottobre, infatti, dovevano giungere le richieste di immissione in servizio da parte degli enti interessati per destagionalizzare il lavoro dei forestali precari e garantire a tutti la quota di giornate lavorative previste nell’arco di un anno ma non è giunta nessuna richiesta.

Tornando alla distribuzione dei pochi fondi disponibili, il terzo posto in graduatoria tocca alle ex province: 12 milioni di euro che uniti ai 6 precedenti sommano 18 milioni, circa un terzo di quanto richiesto per pagare gli stipendi ed i servizi. Gli stipendi dei dipendenti sembrano salvi per quest’anno, ma quelli dei precari probabilmente no.

Arrivano, poi, altri 8 milioni e 900 mila euro per gli enti e le associazioni della ex tabella H. Anche questi si aggiungono ai circa 6 disponibili e potranno dare una boccata d’ossigeno agli enti di sordi, muti, disabili, assistenza ai malati terminali, ad enti culturali e teatrali e, forse, resterà anche qualche spicciolo per le associazioni sportive.

Inattesa la destinazione di 1 milioni di euro alle borse di studio in medicina e 1 milione e 300 mila euro al contingente de carabinieri distaccato presso l’ispettorato regionale del lavoro.

Le variazioni saranno trasmesse oggi alla Commissione Bilancio e finanze per le vie formali e con le relazioni di accompagnamento. Quello consegnato ai capigruppo, infatti, era solo un promemoria pieno di cifre e basta. Se la Commissione riceverà tutto entro domani tenterà di valutare le variazioni in settimana per calendarizzarle in aula nel corso della prossima fra martedì e mercoledì. la speranza è di affrontarle prima del 10 ottobre quando il presidente della regione riferirà in aula sulla crisi di governo, ma le possibilità di riuscirci sono davvero poche anche se non è impossibile.

Solo dopo, quindi non prima di metà ottobre, si potrà avviare il percorso del documento di programmazione economica e, dunque, il bilancio di previsione 2014 nelle commissioni competenti. Documento che, di conseguenza, non potrà arrivare in aula prima di novembre.

Ma il presidente della Regione aveva portato ai capigruppo anche tre diversi disegni di legge di iniziativa governativa che i rappresentanti dei partiti all’Ars hanno, però, respinto. Le leggi non possono scavalcare le commissioni ed arrivare alla capigruppo brevi manu ma necessitano di tutti i pareri. peraltro le proposte erano prive di relazioni tecniche e di accompagnamento.

Infine via libera all’analisi in commissione di tre disegni di legge di iniziativa parlamentare. fra questi c’è anche il ddl per il sostegno all’editoria siciliana.

Su tutto incombe, però, lo spettro della crisi. Se il Pd deciderà di proseguire nell’atteggiamento ostruzionistico che si è visto in occasione della norma sull’Irsap sarà veramente difficile ricavare maggioranze variabili cercando i voti uno ad uno in aula così come pensa di fare il Presidente della Regione. Sulle variazioni di bilancio una quadratura si può trovare. Vista l’urgenza i deputati potrebbero scegliere di rinviare al bilancio di previsione la pioggia di emendamenti per spostare a questo o a quel settore dell’amministrazione la spesa pubblica. ma la coperta finanziaria resta troppo corta ed in assenza di accordi politici sarà difficile impedire l’assalto alla diligenza.