“Il governo nazionale continua a tenere un atteggiamento di rigidità che sta portando la Sicilia al soffocamento e il governo Crocetta accetta qualsiasi diktat provenga da Roma. Di conseguenza l’assessore Baccei, mero esecutore degli ordini di Roma, ha comunicato che a causa del patto di stabilità saranno azzerati gli investimenti, tagliati i servizi ad anziani, bambini e studenti, i Comuni resteranno privi di risorse e molti lavoratori saranno spediti a casa. La permanenza del governo regionale ormai mette a repentaglio la sopravvivenza dei siciliani”.

Lo dichiara Gaetano Armao, coordinatore nazionale di Sicilia Nazione, commentando le notizie apparse oggi sui media circa la tenuta dei conti regionali. “Il governo Crocetta si è occupato solo di poltrone, commissariamenti, di famelici cerchi magici senza mai muovere un dito per scongiurare questa situazione drammatica. Anzi è rimasto con il cappello in mano, agevolando questo stato di cose” afferma Gaetano Armao che ricorda il passo indietro operato dal governo Crocetta rispetto al negoziato avviato negli anni scorsi con lo Stato.

“L’esecutivo sedicente-rivoluzionario – aggiunge Armao – ha assecondato tutte le richieste di sottrazione di risorse siciliane, non ha rinegoziato il patto di stabilità che ora ci sta inevitabilmente strozzando e ha addirittura rinunciato ad oltre 5 miliardi provenienti dai contenziosi costituzionali che erano stati promossi (prima dell’arrivo di Crocetta) per difendere le prerogative statutarie. Sono stati svenduti i diritti dei siciliani ed è stato ipotecato il loro futuro, in cambio di qualche prebenda”.

Gaetano Armao già nel 2012 aveva previsto quanto oggi sta avvenendo. “Avevo detto testualmente – ricorda Armao – che in caso di mancata rinegoziazione del patto di stabilità e di mancato taglio alla spesa, entro due anni ci sarebbe stato il collasso della Regione. I fatti di oggi mi danno pienamente ragione e oggi aggiungo che se il Governo Crocetta continuerà ad agire con gli stessi criteri, nei prossimi mesi il costo della crisi diverrà insopportabile per i ceti più deboli, le famiglie, i comuni, le imprese ed i soldi dei siciliani avranno reso ancora più forti le regioni del centro-nord. Per salvare la nostra terra dal baratro a cui la stanno condannando occorre cacciare subito questo governo regionale”.