Tutti contro tutti. Aumentano le nuvole all’orizzonte del governo Crocetta ma anche della situazione politica ed economica siciliana in genere. Il nuovo fronte di polemica emerge, oggi, dall’incontro convocato dal pd con i sindacati. Doveva essere il primo di una serie di confronti sul futuro del governo della Regione, incontri attraverso i quali il pd siciliano contava di riavvicinarsi al territorio e prendere le distanze dal governo che ha fin qui sostenuto sia pure a fasi alterne e in modo ben litigioso.

Ma i sindacati confederali, stamani, hanno scelto di disertare l’incontro mandando a dire con chiarezza di non voler essere la stampella di nessuno. Insomma critici con Crocetta e col suo governo ma anche con il Pd che non può affrancarsi solo convocando un incontro. La scelta di non andare era stata assunta con una scambio di sms fra il leader della Cisl Maurizio Bernava e quello della Cgil siciliana Michele Pagliaro. Sull’assenza all’incontro della Uil, più vicina al governatore anche se ultimamente più critica che in passato, era data per quasi scontata da tutti. Ma Bernava non avrebbe voluto dare enfasi a questa scelta e così, nell’ultimo sms delle sei del mattino, confermava il no all’incontro e indicava chiaramente la volontà di mantenere un basso profilo. Stretta fra due fuochi, la Uil da un lato e la Cisl dall’altro, la Cgil sceglieva, invece, per l’ufficializzazione.

“Se in un primo momento eravamo stati possibilisti – spiega Pagliaro- era perché non abbiamo interesse ad azioni di facciata, a sottolineare che non siamo la stampella di nessuno perché questo è già nei fatti. Quello che pensiamo sulla situazione politica regionale è chiaro – aggiunge- e lo abbiamo ribadito anche nel corso dell’ultimo direttivo”.

In quell’occasione Pagliaro ha anche sollecitato a tutte le parti sociali “la costruzione di un percorso unitario e condiviso di proposta e mobilitazione, per evitare la lenta agonia della Sicilia, cominciando con l’elaborazione di una piattaforma unitaria sulla quale vincolare l’azione del governo Crocetta”. “Nella lettera a Raciti e Renzi Pagliaro scrive che “sui temi della crisi economica e sociale in Sicilia l’azione del Pd siciliano è stata deficitaria e distante rispetto a quello che servirebbe”.

“La strategia politica, se così può chiamarsi, tutta sbilanciata su richieste di rimpasto e sulle poltrone, in un clima di costanti divisioni, – prosegue- di fronte ai tanti fallimenti del governo è poco credibile e rischia di trasformarsi in un boomerang per lo stesso Pd”. Pagliaro sottolinea che “questo clima mette a serio rischio la credibilità del Pd come soggetto politico di cambiamento”. Secondo Pagliaro, “urge rilanciare la sfida al presidente Crocetta entrando nel merito dei problemi aperti e se Crocetta non sarà all’altezza bisogna avere il coraggio di dirlo e costruire tutte le azioni necessarie per tornare al voto”.

Frasi, quelle di Pagliaro, che non sono andata giù a Bernava e così si consuma lo strappo “Dichiarazioni fuorvianti registrate nelle ultime ore, ci costringono a precisare che non partecipiamo a teatrini né facciamo la claque a duetti interessati – scrive la cisl – Neppure a quello tra la Cgil e un Pd che ha mostrato solo interessi di gestione e di ricerca di spazi di potere. La posizione della Cisl è stata ed è chiara: critica e sempre pressante con Crocetta e il suo governo, su questioni di merito, del lavoro e del sociale. Critica e determinata per il fallimento dell’azione politica e istituzionale dell’attuale governatore come di quello che lo ha preceduto, a causa della mancanza di strategie e di azioni contro la grave crisi economica e sociale. Critica e lineare sulla indecente vicenda del rimpasto di giunta giocata per lunghi mesi senza mai dire una parola seria o senza offrire reali soluzioni ai problemi della crisi, dell’emergenza sociale, dell’urgenza di attrarre investimenti produttivi per favorire lavoro duraturo. Ancora, critica per la indifendibilità di una classe dirigente e politica che, in Sicilia più che altrove, si nutre solo di risse e scontri di potere e gestione, lontano dagli interessi veri della società e dalle sue emergenze: economica, del lavoro, amministrativa. E in Sicilia il PD è una delle cause di questo disastro.

Pertanto, essere chiamati solo ora, peraltro senza neppure richiesta di formale incontro, è inaccettabile. È inaccettabile essere tirati per la giacca, solo ora. È inaccettabile anche dare solo l’impressione di prestarsi a strumentalizzazioni interessate, nel pieno dello scontro interno al Pd; tra una parte del partito di maggioranza e il suo presidente di Regione; e tra componenti della stessa coalizione di governo.

La Cisl non si presta. Gioca un ruolo da protagonista nel proprio ambito di competenza, dell’economia, del lavoro, del sociale. Siamo custodi gelosi della nostra autonomia, attenti a non fare da comprimari ad alcuno. Non intendiamo subire le pupiate interessate del Pd e della Cgil. Continueremo a manifestare e a pressare come abbiamo fatto negli ultimi due anni, per l’indecente assenza del governo sulle vere emergenze e per l’indecente comportamento di gran parte della politica: l’uno e l’altra impegnati a privilegiare in Sicilia interessi di gestione e di occupazione di potere per la gestione, che ogni giorno li rende sempre più lontani dai bisogni veri delle persone, delle famiglie, della comunità”.

Pagliaro, in serata, controreplica piccato: “E’ questa la risposta della Cisl regionale alla nostra proposta di fronte unitario delle forze sociali contro la crisi in Sicilia? Se è così non possiamo che prenderne atto, anche se con rammarico perché il percorso per il mondo del lavoro diventa più difficile con le divisioni”: è il commento del segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, dopo l’ultima presa di posizione della segreteria regionale della Cisl. Una presa di posizione di cui la Cgil afferma di non capire il senso. “La Cisl di Bernava- dice Pagliaro- usa termini come teatrino e pupiate e davvero non comprendiamo a cosa si riferisca e a che cosa si contrapponga. All’idea di un’iniziativa unitaria di proposta e di mobilitazione per fare fronte alla crisi della politica e allo stallo dell’azione di governo? Se non è così – conclude Pagliaro- la Cisl espliciti almeno i suoi veri obiettivi”
Insomma se Crocetta ha spaccato in due il Pd, adesso è il Pd, a sua volta, a spaccare in due 8se non in tre) il fronte sindacale