La disoccupazione ha toccato un nuovo record in Sicilia nel corso del primo trimestre dell’anno. Lo dicono i dati della Fondazione Res presentati a Palermo, a Palazzo Branciforte.

Per effetto della riduzione delle forze di lavoro, il tasso di disoccupazione registra nel primo trimestre del 2015 un nuovo primato negativo al 23% (la media annua e’ attesa al 22,8%), un livello che colloca la Sicilia al penultimo posto della graduatoria nazionale, seguita dalla Calabria con il 25,1%.

Nel 2016, in parallelo con la positiva inversione del ciclo degli investimenti, potrebbe registrarsi qualche miglioramento, notano gli analisti.

In un contesto di fragile ripresa, in Sicilia emergono segnali preoccupanti per quel che riguarda la ricchezza delle famiglie. L’Isola, secondo i dati Istat citati dalla Fondazione Res, e’ tra i primi posti in ambito nazionale per stato di deprivazione, con un valore in crescita dal 24,1 al 25,2 per cento della poverta’ relativa, che colpisce oltre un quarto delle famiglie residenti e la progressiva concentrazione della ricchezza in poche mani continua a costituire uno dei fenomeni socioeconomici piu’ preoccupanti della crisi.

A sostenere la ripresa sono per lo piu’ gli investimenti produttivi (+1,4% in complesso) e i consumi delle famiglie (+0,8% per il 2015), mentre la componente pubblica della domanda, cioe’ la spesa della Pubblica amministrazione, fa registrare ancora una leggera variazione negativa (-0,1%, dopo il -0,4% del 2014).

Dopo anni difficili tornano a crescere anche gli investimenti, soprattutto in macchinari e attrezzature (+2,3%). L’edilizia segna il passo ma, dopo lunghi anni di rallentamento accompagnati da processi di ammodernamento tecnico e strumentale, gli indicatori relativi al settore, in termini di investimenti, produzione e occupazione, sembrano confermare un graduale percorso di ripresa.