Gli investimenti, per 200 milioni in cinque anni, della società partecipata della Regione, Sicilia e Servizi sono al centro di un’altra indagine dell’Olaf, il nucleo antifrodi dell’Unione europea. Un’operazione che conferma l’attenzione della commissione europea sull’uso dei fondi comunitari da parte della Regione siciliana. Un nuovo fronte che si aggiunge ai controlli sulla formazione professionale su cui l’Olaf ha evidenziato – prima delle inchieste giudiziarie che hanno colpito il settore da Messina a Catania fino agli arresti di ieri, a Palermo, per l’operazione Iban – evidenti anomalie nel sistema dei pagamenti agli enti di formazione.

Sul caso Sicilia e Servizi, invece, l’attenzione degli ispettori Olaf che hanno incontrato il dirigente della Programmazione europea, Vincenzo Falgares e il ragioniere generale, Mario Pisciotta, è concentrata sulla ingiunzione di pagamento, per 80 milioni di euro, che il socio privato, Sicilia Venture di cui fanno parte Engineering e Accenture, avanzata contro la Regione. Secondo gli accordi fra partner privato e pubblico, la Regione, i soci tecnici avreber dovuto creare la piattaforma telematica dell’amministrazione regionale e formare 250 dipendenti che sarebbero transitati nella partecipata che avrebbe dovuto diventare autonoma dal prossimo 23 dicembre.

Le intenzioni della Regione ora, sotto il governo Crocetta puntano alla liquidazione della società che negli anni passati, però ha usufruito di fondi europei direttamente affidati alla spa della Regione. Una procedura che probabilmente, l’Unione europea potrebbe non considerare legittima con il rischio – è il timore degli uffici finanziari regionali – che non venga riconosciuto il rimborso delle somme attribuite dall’Ue che peserebbero interamente sui conti siciliani.

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