“Fermiamo l’aumento dell’Irpef perché colpirebbe i bilanci delle famiglie e la loro capacità di spesa penalizzando le attività produttive e l’occupazione”.

L’allarme è del segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, che annuncia anche: “Lo abbiamo chiesto al presidente Crocetta, durante l’incontro che si è svolto nel palazzo dei Normanni, insieme al nostro capogruppo, Baldo Gucciardi, e ad altri esponenti della maggioranza”.

Lupo interviene all’indomani di un allarme ancor più grande partito dalla trattazione del così detto ddl proroghe ed esploso dopo l’audizione del presidente della sezione di controllo per la Sicilia della Corte dei Conti Maurizio Graffeo.

L’aumento fino all’aliquota massima dell’addizionale Irpef regionale viene prevista dalla Regione per porre il provvedimento a garanzia di un mutuo da circa un miliardo di euro. un provvedimento che è lo stato a chiedere alla Sicilia a fronte dell’autorizzazione all’indebitamento legato al saldo di una quota dei crediti vantati dalle aziende nei confronti della Pubblica amministrazione. In Sicilia si parla di 960 milioni di euro che andrebbero in pagamento soprattutto a vantaggio delle forniture sanitarie.

Di fatto i siciliani vengono chiamati a pagare con altre tasse i debiti contratti dall’amministrazione pubblica. Per evitarlo si dovrebbe ricorrere a fondi regionali ma dalla Corte dei Conti proprio ieri è arrivato lo stop. I residui attivi ovvero i crediti che la Regione vanta e che probabilmente non potrà incassare, sono troppo elevati.

Insomma la Sicilia ha un bilancio paralizzato da entrate che non esistono e che bisognerà coprire e,dunque, non c’è margine per prevedere nuove spese. 

In questo clima ieri è stata rinviata la trattazione del ddl proroghe che deve prevedere il mutuo, sbloccare i pagamenti alle imprese, prorogare i contratti dei precari della pubblica amministrazione in scadenza a fine luglio almeno fino al 31 dicembre e così via. E dall’opposizione il Pdl Marco Falcone denuncia di avere bloccato un tentativo  “finalizzato ad imbarcare nelle file del precariato soggetti esterni”. 

“Abbiamo evitato  – dice Falcone – l’azione furbesca di chi, spudoratamente, tenta di approfittare dell’occasione per sistemare parenti e amici. Impedendo l’assalto alla diligenza di soggetti assolutamente fuori dalla platea del precariato, abbiamo, inoltre, evitato, il depauperamento del personale dell’amministrazione regionale a favore di altri enti”.

“Il presidente della Regione – annuncia, però, Giuseppe Lupo- ha condiviso le nostre preoccupazioni e ha detto di volere ricercare soluzioni alternative che consentano di utilizzare le risorse per il pagamento dei debiti alle imprese”.

Diversa, però, la posizione del Megafono, la formazione proprio del presidente Crocetta. “Con l’assestamento di bilancio continuerà l’opera di cancellazione dei residui attivi inesigibili che, finora, rendevano il bilancio drogato e, per certi versi, inverosimile – dice Giovanni Di Giacinto, capogruppo del Megafono e vice presidente della commissione Bilancio -. Il governo Crocetta sta attuando le politiche di risanamento e quelle che consentono lo sblocco dei pagamenti alle imprese, a fronte di un parziale aumento
delle tasse solo per le fasce di reddito alte”.

Insomma le tasse vanno aumentate proprio per pagare le imprese “Con la ricostituzione del fondo rischi entro due anni – continua Di Giacinto – la Regione uscirà dalle secche e potrà far ripartire anche gli investimenti dal bilancio proprio, oltre che come del resto già avviene con i fondi Ue”.