Le istituzioni siciliane, a partire dalla Regione siciliana, si trovano in una situazione di illegalità diffusa violando le regole sulla trasparenza totale e la normativa anticorruzione“. A dirlo è Gaetano Armao, presidente dell’associazione Sicilia OpenGov edocente di diritto amministrativo della Facoltà di Scienze Politiche di Palermo.

“Il ministro D’Alia – prosegue Armao – che ha giustamente messo l’acceleratore su questi temi, dopo l’intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione non mancherà di intervenire”. L’autorità ha preso infatti atto del ritardo della Regione sui termini attuativi della normativa anticorruzione rimettendosi alla decisione del Ministero della Pubblica Amministrazione sul Commissariamento della Regione siciliana per gli adempimenti di competenza.

L’Open governement è la nuova frontiera della cittadinanza – continua – e sulla sua attuazione va misurato il livello di democraticità di un paese, di strada in Sicilia se ne deva ancora fare molta, a partire proprio dagli obblighi inosservati di trasparenza nei settori dei pagamenti, dei finanziamenti e degli appalti”.