Ancora cattive notizie dal fronte economico. Dal 2008 al 2013 infatti, in Sicilia il Pil è regredito di 10 punti percentuali contro una media del 6,5% a livello nazionale.
Flessione negativa anche per il numero degli occupati, che è sceso fino a toccare la cifra di 1,4 milioni (trenta mila posti di lavoro in meno in un anno). Contestualmente il tasso di disoccupazione è aumentato a dismisura toccando il 18.4% e arrivando al punto più alto degli ultimi nove anni.

Sono alcune delle cifre elaborate dal Diste per conto della Fondazione Curella di Palermo e diffuse questa mattina nel corso della presentazione del 38esimo Report, relativo al secondo semestre 2012.

Tra gli elementi più preoccupanti, secondo gli analisti del Diste, la domanda di consumo e investimento che nell’Isola ha accusato una forte flessione estesa a tutte le componenti. I consumi delle famiglie sono crollati del 4,1% mentre per gli investimenti in macchinari, attrezzature e mezzi di trasporti gli analisti parlano di una “caduta abnorme”, pari al 12,8%. Stesso discorso per l’edilizia il cui crollo è vicino alla doppia cifra percentuale (-9,4%).

Per l’anno in corso secondo gli analisti si “prospetta la prosecuzione della fase recessiva”. Prevista ancora una flessione dell’occupazione (-0,5%) mentre il tasso di disoccupazione potrebbe superare il 20% (20,7%).
Le previsioni per il Pil sono di una nuova flessione dell’1,5%, contro un calo dello 0,9% a livello nazionale.

In questa ipotesi la domanda delle famiglie e delle imprese continuerà a calare riflettendosi in una discesa dell’1,5% dei consumi per le famiglie e in ulteriori cali delle attivita’ di accumulazione per le imprese costruttici (-5%) e in quelle in beni strumentali (-3%).
Sul versante della produzione e’ previsto un aumento del valore aggiunto in agricoltura (+1,5%) in controtendenza rispetto a industria e servizi.

ve.fe