A un filo dal default, si aggiunge un altro buco di 70 milioni di euro nelle casse già vuote della Regione siciliana. Risorse messe a disposizione da Bruxelles per eventi di grande richiamo turistico e che la Sicilia ha invece sperperato per finanziare piccole manifestazioni locali. Servite forse a foraggiare feudi elettorali. Settanta milioni di fondi già erogati che aprono nei conti un’altra voragine. Se non saranno restituiti da chi ne ha beneficiato, toccherà alla Regione ripagarli all’Unione Europea. La misura “turismo” del Programma operativo Fesr dei fondi europei è stata pensata, infatti, per dotare di infrastrutture e iniziative stabili territori come il Mezzogiorno d’Italia. 

Nel mirino della Commissione in particolare i 43mila erogati per la sagra del Taratatà a Casteltermini, i 146mila euro per il Raid dell’Etna, i 162mila per il presepe di Custonaci. E poi ancora, i 67mila per il Palio dei Normanni di Piazza Armerina, i 45mila per la settimana santa di Enna e i ben 315mila per la “Scala illuminata” del Santo Patrono di Caltagirone. A cui va aggiunta la fetta più consistente che è andata ai grandi eventi, come i Mondiali di scherma di Catania, il Sicilian Open di golf e il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo.

“Risultano finanziate 209 operazioni con un impegno complessivo pari a euro 95.596.965,18 e pagamenti effettuati per euro 71.620.309,98, non ancora certificati”, scrive la Commissione. Evidenziando che“nella maggior parte dei casi, la promozione territoriale è stata intesa in senso unidirezionale, come insieme disomogeneo e frammentato di attività sporadiche di tipo tradizionale, senza una visione territoriale strategica unitaria”.