Doveva essere firmato il 30 ottobre scorso ma l’azzeramento della giunta, compreso quello dell’assessore ai Trasporti Giovanni Pizzo, da parte del governatore Crocetta, ha fermato tutto. Il contratto di servizio per il trasporto ferroviario in Sicilia tra Trenitalia e la Regione continua a restare arenato. Sarà compito del neo assessore al ramo, il quarto dell’era Crocetta, sbloccare la situazione.

Ancora però non risulta che sia stata fissata una nuova data per procedere alla firma del contratto, forse perché dal testo, a detta di molti e in particolare del comitato Comitato Pendolari Siciliani, non si nota alcun beneficio per gli utenti dell’Isola.

L’affidamento del trasporto ferroviario dalla Regione a Trenitalia per 12 anni, secondo quanto prevede il contratto di servizio non ancora firmato ma per il quale è già stato ratificato l’accordo preliminare con la delibera di giunta regionale 159/2015, ammonta a 1.386.431.040 di euro, a questi la Regione dovrà aggiungere investimenti per ulteriori 150 milioni. Inoltre, dal 2017 la Regione si impegna a garantire a Trenitalia un aumento delle tariffe del 10%.

“Ci sembra alquanto assurdo, – sottolinea Giosuè Malaponti, presidente del comitato Comitato Pendolari Siciliani – quanto è stato approvato nella delibera di giunta ed è evidente la sperequazione tra l’investimento della Regione Siciliana e gli investimenti dell’impresa ferroviaria Trenitalia che investe solo 40 milioni in materiale rotabile nei 12 anni di Contratto di servizio per il trasporto ferroviario per il quale incasserà circa 1,4 miliardi di euro ed in più il 10% degli aumenti tariffari che la Regione gli sta garantendo a partire dal gennaio 2017″.

Secondo Malaponti si tratta di un “contratto che non ci garantisce ma ci sembra un contratto del tutto unilaterale, nei confronti dell’impresa ferroviaria Trenitalia, da tutti i punti di vista. Cogliamo l’occasione della nomina del quarto assessore regionale ai trasporti per augurargli un buon e proficuo lavoro e fargli presente le discrasie su quanto è stato fatto dal nostro punto di vista, chiedendogli, tra l’altro, di poterci incontrare per fare il punto della situazione prima della firma definitiva del contratto di servizio”.

Quindi il Comitato pendolari si rivolge anche al dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture e Trasporti, Fulvio Bellomo, “visto che dal 2015 la Regione Siciliana ha in carico la gestione dei servizi di trasporto ferroviario, qual’è l’ufficio regionale che sta controllando e monitorando l’effettivo svolgimento dei servizi che la regione sta acquistando e che a fine anno dovrà pagare? Quali sono gli strumenti in possesso di quest’ufficio per monitorare i servizi di trasporto ferroviario? Quali controlli il Dipartimento Infrastrutture e Trasporti effettuerà per monitorare i servizi ferroviari, se mensili, trimestrali, semestrali e sulla base di cosa? Quali sono i provvedimenti previsti nei confronti dell’impresa ferroviaria e del gestore della rete ferroviaria nelle situazioni relative a disservizi, disagi, soppressioni, ecc.? Quali tutele sono state preventivate per i pendolari maggiori fruitori del servizio e per l’utenza in generale? A quale ufficio è possibile inviare segnalazioni e/o suggerimenti per migliorare i servizi di trasporto ferroviario?”.

Intanto l’assessore Pistorio rende noto in settimana sarà trasmesso in commissione Trasporti dell’Ars l’intero contratto di servizio con Trenitalia, compresi tutti gli allegati e lunedì prossimo incontrerà il Comitato pendolari proprio per affrontare insieme i loro dubbi.

Il Comitato pendolari siciliani contesta inoltre la nota stampa diffusa da Trenitalia, secondo la quale da lunedì 16 novembre sono ripresi a viaggiare in tutta normalità i treni “veloci” sulla Palermo-Catania. “I fatti dimostrano tutto il contrario. Nei tre giorni monitorati da lunedì 16 a mercoledì 18 novembre le 42 corse monitorate hanno riportato 336 minuti di ritardo lunedì, 223 minuti martedì, 282 mercoledì, 154 giovedì e 168 venerdì, per un ritardo complessivo di 1163 minuti.

Insomma il trasporto ferroviario in Sicilia è tutta una questione di ritardi. E’ in ritardo il contratto di servizio con Trenitalia, sono in ritardo i treni, sia quelli lenti (regionali) sia quelli veloci. E ‘ in ritardo, soprattuto, la classe politica siciliana rispetto alla velocità di pensiero, e di conto, dei dirigenti di Trenitalia.