La mafia si nutre di simboli. Anche – e forse soprattutto – quella italo-americana. Per questo ha destato scalpore, tanto da assurgere agli onori della cronaca, ciò che è successo a Siculiana, nell’Agrigentino, dove parenti e amici hanno reso omaggio, richiamati dal tam-tam della rete familiare e dai manifesti funebri, al boss Agostino Cuntrera. L’anno scorso, il suo, era stato un delitto (e un funerale) di una enorme valenza simbolica nel codice mafioso. Addolorati e composti, anche ora – a una anno dalla morte – si è reso omaggio a quella che è stata definita “anima benedetta” dall’arciprete del santuario del Santissimo Crocifisso.
Il boss italo-canadese Agostino Cuntrera venne ucciso a 66 anni a Montreal insieme alla guardia del corpo forse nell’ambito di una faida tra cosche calabresi e Cosa nostra siciliana (quello di Cuntrera è stato il secondo colpo durissimo inferto al clan Rizzuto dopo l’omicidio di Nick Rizzuto jr). Era considerato uno dei più influenti membri della mafia italo-americana. Anche l’anno scorso era stata celebrata la funzione religiosa mentre in Canada si svolgeva il funerale (nella foto) con uno sfarzo che era anche il richiamo ad un potere mai sopito.

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