Speriamo che Berlusconi non legga ”La Voce” in quegli articoli in cui lo critichiamo, se no auspicherà anche per noi lo sciopero dei lettori, e meno male che La Voce è gratis perché ci autofinanziamo con gli abbonamenti e con quel poco di pubblicità che arriva.

Ma il fatto è che siamo di fronte a un Presidente del Consiglio dei Ministri, editore per giunta di testate televisive e di una catena editoriale come la Mondadori, retta da fratelli e figli: la dimostrazione di come si possa anche perdere il senno pur di non leggere notizie che non siano in linea con quella dose di “buona stampa” che tutti i politici pretendono, per dovere e diritto.

Ora, secondo me, quando Silvio dice che i giornalisti scrivono “frottole” , commette sicuramente reato, perché è come se desse della puttana a una puttana… Loffesa c’è in ogni caso, con l’aggravante che si offende una persona che fa un mestiere per cui paga le tasse…!

Allora, Sivio Berlusconi andrebbe denunciato dagli organi che ufficialmente rappresentano i giornalisti, cioè l’ORDINE PROFESSIONALE e dal sindacato giornalisti cioè l’Assostampa. Inoltre, siccome Berlusconi ha usato il termine generico “giornalisti”, mentre sappiamo che esistono e sono in piena attività i gruppi specialistici, come quello dei giornalisti sportivi, Parlamentari, della Medicina, del Turismo etc., potremmo anche aggiungere la denuncia di questi gruppi per aumentare il peso della denuncia.

Certo, ci vorrebe qualcuno veramente competente da mettere vicino a Berlusconi visto che i suoi giornalisti e portavoce attuali, Bonaiuti, Bondi e Capezzone, tanto per fare un esempio, hanno finora collezionato cattive figure: non gli hanno mai detto che dovrebbe nominare un vicepresidente del Consiglio dei ministri, così da farsi sostituire negli incontri istituzionali e non godere del “legittimo impedimento” andando invece a farsi processare.

Non gli hanno detto che la riforma delle circoscrizioni provinciali è regolata dall’art.133 della Costituzione che stabilisce che la proposta la fanno i Comuni e poi va seguita dalle Regioni; non gli hanno detto che la Repubblica, sistema su cui si fonda l’Italia, non prevede decisioni assolutistiche e decisioni del Presidente o del Capo d’amministrazione ma tutto deve svolgersi attraverso gli organismi costituzionali, cioè il PARLAMENTO, le REGIONI, le PROVINCE, i COMUNI, le CIRCOSCRIZIONI.

Tutto ciò, posso capire, Berlusconi non vuole rispettarlo perché intende un altro tipo di Governo, quasi una monarchia d’estrazione autoritaria e senza organismi istituzionali che non siano le sue famiglie e i suoi amici, ma allora non deve restare in Europa ma deve farsi uno STATO tutto suo come c’era una volta il SIAM che era retto da un principe che amava le gare d’auto di formula 1, tanto che venne anche a Siracusa per il famoso circuito automobilistico.

Se vuole comprarsi Siracusa e trasformarla in Berlusconia, cioè un suo STATO, basterà fare la proposta del caso agli organismi istituzionali di competenza. Siracusa potrebbe anche essere messa in vendita prima che fallisca…