Dopo trattative estenuanti si legge in una nota del Mise, l’Eni pur illustrando   uno scenario della raffinazione in Italia e in Europa in ulteriore peggioramento e in tale contesto ha deciso ugualmente di predisporre un nuovo piano industriale per il rilancio e la riorganizzazione del sito di Gela, quindi confermando gli accordi sottoscritti ne l 2013-2014.

Il colosso petrolifero ha inoltre confermato la realizzazione degli investimenti relativi alla seconda fase del progetto di riconversione della Green refinery di Porto Marghera nei tempi previsti dall’accordo e ha anche ribadito la strategicita’ del petrolchimico Versalis di Porto Marghera.

Le parti avvieranno un confronto sulle prospettive strategiche del sito Eni di Gela che si svilupperà in incontri che coinvolgeranno tutte le strutture sindacali territoriali. Il confronto terminerà entro la prima settimana di settembre. ma già le parti sociali si sono dette soddisfatte.

“E’ un cambio di rotta significativo, frutto della lotta di queste settimane dei lavoratori e del sindacato, che dà speranza e prospettive a un intero territorio”: è il commento dei segretari generali della Cgil Sicilia, della Filctem regionale, della Cgil di Caltanissetta e della Fiom Sicilia sull’accordo raggiunto con Eni. In una nota congiunta Michele Pagliaro, Giuseppe D’Aquila, Ignazio Giudice e Roberto Mastrosimone sottolineano la parte dell’intesa che considerano la più importante, che è stata al centro della lunghissima trattativa con Eni, al Mise: quasi 24 ore.

“Viene sottoscritta la validità dell’accordo del 2013- rilevano, e nelle more della definizione del negoziato territoriale sulle prospettive future del sito vengono avviate le manutenzioni per il ripristino dell’efficienza operativa della Linea 1.

Per i quattro sindacalisti “è una vittoria netta, con un passo indietro dell’Eni, e certamente lo dobbiamo all’ impegno messo in campo dalle nostre strutture con i loro massimi vertici”. “Questo- sottolineano però- non significa che la partita si chiude qui, perché a settembre si avvierà il confronto sulle prospettive strategiche del sito di Gela con il coinvolgimento delle strutture territoriali. Si disegnerà, insomma, il futuro del sito industriale. Dal canto nostro vigileremo –concludono- perché questa vertenza segni l’inizio di una nuova politica industriale in Sicilia, dei grandi gruppi e dei governi nazionale e regionale”.