Il gip del Tribunale etneo,  Daniela Monaco Crea, ha convalidato il fermo del cittadino siriano di 20 anni indagato per associazione a delinquere con finalità di terrorismo internazionale.

L’extracomunitario era sbarcato, lo scorso 4 dicembre a Pozzallo, in provincia di Ragusa, dopo essere stato soccorso con altri migranti provenienti dalla Libia da una nave del Lussemburgo, intervenuta in acque internazionali. Il migrante è stato fermato dalla squadra mobile e dalla Digos della Questura di Ragusa. 

Durante i primi controlli, della polizia di Ragusa, il cittadino siriano è stato trovato in possesso di alcuni telefoni cellulari con all’interno immagini che facevano ritenere la ‘possibile vicinanza dell’indagato a gruppi armati affiliati all’Isis e combattenti in Siria’ come sottolineato dalla Procura Etnea che coordina le indagini per competenza in materia di terrorismo.

La Polizia Postale di Catania ha analizzato i dispositivi cellulari utilizzati dal siriano dove sono contenuti altri file e audio.

Messaggi sui social network, file audio e video, ma soprattutto sms inviati tramite WhatsApp: sarebbero questi gli elementi in mano agli investigatori. 

Dalle indagini, non è chiaro qual è sia stato il ruolo del siriano, quale la destinazione finale, né un eventuale piano da attuare. Sono evidenziati, legami di appartenenza a una delle cellule terroristiche di matrice integralista islamica.

Nei cellulari, di ultimissima generazione, il cittadino siriano aveva foto e video di propaganda dell’Isis, ma l’attenzione della Procura distrettuale di Catania, che coordina l’indagine, si è concentrata soprattutto sui contatti che il giovane aveva all’estero e in soprattutto in Siria.

(Foto archivio)