Viaggi, soldi e perfino abbonamenti a Sky. Il “sistema Giacchetto” prende forma grazie alle rivelazioni di Gianmaria Sparma che hanno raccontano ai magistrati della Procura di Palermo il metodo con cui il manager avrebbe dato vita a un comitato d’affari che si sarebbe appropriato di oltre 15 milioni di euro di fondi europei che dovevano essere impiegati dall’ente di formazione Ciapi. Sparma, secondo quantos crive stamani il Giornale di Sicilia, ne era protagonista e beneficiario. In cambio a Faustino Giacchetto Sparma, ex assessore del governo Lombardo, forniva informazioni puntuali e dettagliate. Faceva dei veri e propri resoconti sulle decisioni prese dalla giunta su materie di interesse del manager.

Al pubblico ministero Gaetano Paci, Sparma ha raccontato di non avere avuto il coraggio di presentarsi prima dell’arresto anche se “mi ero reso conto che Giacchetto si avvaleva di metodi corruttivi per ottenere l’aggiudicazione di gare per i piani di comunicazione e per orientare a suo favore, od a favore di società da lui segnalate, le procedure di finanziamento”. Ammissioni e dichiarazioni fornite la scorsa settimana grazie alle quali l’ex assessore regionale al Territorio e Ambiente ha potuto lasciare il carcere e beneficiare degli arresti domiciliari.

“Ammetto tutti i benefit ricevuti da Giacchetto ed in particolare il viaggio in Tunisia assieme a Gentile (Luigi, ex assessore regionale alle Infrastrutture e al Lavoro, finito in carcere nell’operazione) ndr) e Scalia (Pippo, ex coordinatore regionale di An, ndr) e alle rispettive consorti, le cui spese sono state integralmente sostenute dal Giacchetto. L’utilizzo della carta di credito Superflash, durante il periodo del mio viaggio di nozze”.

Nel mentre è tornato libero Massimiliano Sala, mentre il Tribunale del riesame ha restituito gli 11.400 euro sequestrati all’ex assessore regionale alla Formazione professionale, Carmelo Incardona e ha riconsegnato all’ex amministratore delegato del Palermo, Rinaldo Sagramola, la maggior parte dei beni sottratti, limitando a 28 mila euro il sequestro.

Le dichiarazioni di Sparma fanno pensare a un ulteriore allargamento dell’indagine sul Ciapi e di quella parallela sui Grandi eventi della Regione Siciliana.