E’ volato via, verso la Leopolda, il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. la manifestazione renziana chiama e la Sicilia può attendere. sembra essere passata del tutto la grande fretta di chiudere il rimpasto e dar vita ad un nuovo governo della Regione in uno o due giorni.

Fallito l’obiettivo di presentarsi al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio in visita ieri a Palermo, con un governo in carica, è passata anche la fretta. l’esigenza era quella di non dar spazio all’inviato romano per l’indicazione del prossimo assessore all’economia, indicazione, però, alla quale è condizionato il sì di Roma alla dilazione del debito della Sicilia.

Ciò detto Crocetta non ha potuto che far buon viso a cattivo gioco e proseguire sulla strada che fa di lui un renziano più renziano dello stesso Renzi. Una posizione che, però, non lo mette al sicuro praticamente da nulla. Il Premier, infatti, non scende in campo ma tiene sotto controllo la situazione siciliana pronto ad utilizzare ciò che accade in qualsiasi momento.

Così dopo che Delrio ha confermato indirettamente il commissariamento e l’intero piano capitolino per mandare la Sicilia all’esercizio provvisorio e valutare entro aprile se chiudere i rubinetti e andare a votare oppure no, la palla passa di nuovo alla politica locale.

Ieri, proprio mentre Delrio girava per Palermo, il pd ha riunito il gruppo parlamentare. un incontro concluso con due righe nelle quali si parla della “necessità, da sottoporre al presidente della Regione e ai partiti della maggioranza, di dar vita ad un governo profondamente nuovo con una forte legittimazione politica, che nei prossimi tre anni sappia risanare i conti e rilanciare un programma di cambiamento per la Sicilia”.

Il Pdr ha già detto la sua per primo essendo stato il primo partito incontrato da Crocetta. Assessore nuovo ma si cambi tutti. L’incontro col Megafono è sembrata una riunione di famiglia nella quale il padre detta la linea e assume le decisioni comunicandole, Articolo 4 mantiene Reale e rilancia con il secondo nome.

Ma la sorpresa arriva a tarda ora dall’Udc con il capogruppo Turano che rilascia una dichiarazione secca, un rigo e mezzo per correggere il tiro: “Se il problema è quello di avere una giunta profondamente rinnovata – dice – per quanto riguarda l’Udc il Presidente Crocetta può lavorare a definire con i partiti una giunta totalmente nuova”.

Oggi proprio l’Udc si riunisce in un grande albergo palermitano per fare pubblicamente le proprie valutazioni. “La nuova Giunta regionale siciliana deve porsi quattro priorità – annuncia l’ex Ministro Gianpiero D’Alia -. Una legge di stabilità regionale che risani i conti pubblici; una legge speciale per l’utilizzo tempestivo dei fondi Ue; una grande riforma della burocrazia amministrativa e della burocrazia regionale che vada di pari passo con la legge sulle città metropolitane e sul superamento delle Province. La quarta cosa che ci interessa è individuare tre o quattro leggi che consentano di sostenere settori trainanti dell’economia siciliana dall’urbanistica al turismo, alla cultura, all’artigianato”. “Su queste quattro cose – ha aggiunto D’Alia – noi diamo il nostro sostegno al nuovo governo. Ci interessa più questo che di quale faccia o di quale colore di capelli debbano avere i nuovi assessori”.

Ma tutt’oggi e forse tutto il fine settimana filerà via senza scossoni, si tornerà a discutere lunedì alle 11. e’ quella la data della convocazione del nuovo vertice di maggioranza per decretare la nuova giunta. Crocetta sembra intenzionato ad usare questa fase di transizione per firmare qualche provvedimento “scomodo”

“Attualmente sono assessore a tutto perché non dovrei approfittarne – dice il governatore – è un’occasione per dare un’accelerata alla macchina organizzativa. La Corte dei Conti ci ha detto che la Regione dovrebbe avere 800 dirigenti, invece ne ha 1.600. Ebbene, se una parte di questi dirigenti li organizziamo per seguire le certificazioni dei Fondi europei creiamo la macchina amministrativa più efficiente d’Europa. E se ci sono problemi su interpelli e mobilità li risolvo io, dato che in questo momento sono anche assessore alla Funzione Pubblica”.