Arriverà in Giunta solo giovedì pomeriggio il bilancio di previsione 2015 della Regione siciliana. Dopo un lungo confronto tecnico effettuato non in sede di giunta di governo, tra il presidente della Regione Rosario Crocetta, l’assessore al Bilancio, Alessandro Baccei e il vicepresidente Mariella Lo Bello, insieme ai dirigenti della Segreteria generale e la Ragioneria generale, arrivano le note ottimistiche del Presidente.

“Il bilancio è pronto, – dice Crocetta – i conti quadrano. La giunta si riunirà per l’approvazione giovedì pomeriggio. Grazie al grande lavoro
fatto da tutto il governo nella lotta agli sprechi, al lavoro tecnico svolto dalla Ragioneria e dalla Segreteria generale, dal dipartimento finanze e grazie al lavoro svolto a Roma dal presidente della Regione e dall’assessore Baccei, sono stati risolti i principali nodi che ne impedivano l’approvazione. Resta una piccola parte, intorno ai 300 milioni, che dovrà essere ratificata formalmente a Roma, sulla quale il governo regionale non nasconde ottimismo, ma che comunque non incide sull’iter della manovra finanziaria”.

“Molte le scelte innovative, un bilancio rigoroso ma che conferma la solidarietà verso i comuni, i deboli, i lavoratori. L’illustrazione delle linee guida di bilancio, – conclude Crocetta – avverrà subito dopo approvazione da parte della Giunta”.

Intanto l’Ars ha deciso di proseguire nell’analisi della Riforma delle province che dovrebbe portare alla nascita dei Liberi Consorzi di Comuni. Con un voto espresso nel pomeriggio è stato bocciata la richiesta di rinvio avanzata dalle opposizioni. Si entrerà domani nel vivo della Riforma che vede, però, i 5 stelle all’opposizione in maniera forte e vibrata.

 “Un bluff buono solo per i titoli sui giornali che non cambia nulla – sostengono i grillini -. La legge che stiamo per votare non è che una spolveratina alla legge 9 del 1986, un’alchimia che porterà a chiamare liberi consorzi le ex Province e nulla più. Non possiamo prendere in giro i cittadini spacciando qualcosa per quello che non è, pertanto voteremo contro”.

“Quella in discussione – ha detto in aula il capogruppo Salvatore Siragusa- è tutt’altro che una rivoluzione, è pura restaurazione e conservatorismo. Si poteva fare tantissimo nel solco della legge 7 e anche delle legge 8 ed invece si è avuto paura di toccare interessi politici e di potere e i collegi regionali, si è preferito toccare il meno possibile assecondando i desiderata dei sindaci di Catania e Palermo, con tre città metropolitane di cartapesta e con con grossi buchi sul fronte della gestione, della governance e perfino della salvaguardia dei posti di lavoro. E’ una spending review che inizia dal cittadino e là si ferma e che non dà nemmeno l’assoluta certezza che non si andrà al voto per eleggere i presidenti dei liberi consorzi e i presidenti delle città metropolitane”.