Voleva incontrare il padre del piccolo Loris Stival, il bimbo trovato morto a Santa Croce Camerina nel novembre scorso, per rivelargli chi fosse l’assassino del figlio, che secondo lui era l’ex vescovo di Agrigento.

E’ una storia strampalata ed incredibile quella che ha per protagonista un 55enne di Pachino denunciato per calunnia, interruzione di pubblico servizio, falso materiale, sostituzione di persona ed usurpazione di titoli.

La squadra mobile di Ragusa, che indaga ancora sulla morte del bimbo, ha scoperto la messa in scena dell’uomo che avrebbe lasciato una lettera sul balcone di un vicino di casa della famiglia di Loris per farla recapitare al padre del piccolo.

Nella missiva, l’uomo avrebbe scritto di appartenere alle forze dell’ordine richiedendo al padre un appuntamento in cui avrebbe rivelato l’autore del delitto. I due si sarebbero dovuti incontrare nella villetta di Vittoria, ma all’appuntamento si sono presentati gli agenti della squadra mobile che considerata la grave situazione di Davide Stival lo hanno tenuto allo scuro di tutto.

Quando i poliziotti in borghese si sono qualificati chiedendogli i documenti l’uomo si sarebbe spazientito e gli agenti hanno compreso che si trattava del mittente della lettera. Il 55enne è stato perquisito: nello zaino aveva una maschera di quelle utilizzate per carnevale, una felpa con cappuccio, guanti, tuta ed una foto con tutte le generalità e gli incarichi ricoperti da monsignor Ferraro, già vescovo di Agrigento ed originario di Santa Croce Camerina.

In Questura l’uomo avrebbe raccontato agli agenti che secondo lui il responsabile dell’omicidio di Loris fosse proprio il prelato! Un sospetto smentito, ovviamente, dagli inquirenti nella stessa nota in cui si racconta la vicenda.

Poi ha poi ammesso ogni responsabilità, riferendo di aver compiuto i fatti, solo per poter parlare con il padre del bambino. Ai poliziotti l’uomo ha rivelato anche il piano che intendeva mettere in atto: se avesse notato Davide Stival, avrebbe indossato i guanti, la felpa e la maschera per non farsi riconoscere, avrebbe consegnato la foto del prelato e riferito che l’assassino fosse il religioso. Poi senza aggiungere altro sarebbe andato via.

Insomma una sceneggiatura da film sullo sfondo di una storia tanto vera quanto amara. I poliziotti hanno sequestrato lo zaino e denunciato l’uomo.

Per il delitto del piccolo Loris è ancora rinchiusa in carcere con l’accusa di omicidio la madre del bambino, Veronica Panarello.