Un consenso elettorale, per il MPA, del 13%. Ed un bacino potenziale che sfiora il 25%. Queste le cifre nude e crude che emergono dall’indagine condotta dal 19 al 23 giugno 2011 da “Demopolis” su un campione di 1.004 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione siciliana maggiorenne, stratificato per genere, età, titolo di studi, ampiezza demografica del comune ed area di residenza.

La cifra segna una risalita per il partito di Raffaele Lombardo, che sicuramente è riuscito in sei anni a ricavare un proprio spazio stabile all’interno dell’elettorato soprattutto siciliano, una sorta di contraltare di quanto ha realizzato già la “Lega Nord”.

Sicuramente questi dati saranno al centro del confronto che si svolgerà domani e domenica al “Palaghiaccio” di Catania. Assieme al risultato elettorale delle amministrative di un paio di settimane fa, che ha segnato l’esordio vincente del cosiddetto “Terzo Polo”: i sindaci di comuni “campione” come Bagheria e Noto appartengono a questa nuova alleanza che ha dimostrato vitalità e forza dei numeri anche nelle realtà più importanti come Milano e Napoli.

Tornando alla statistica, il “trend elettorale” del Movimento per le autonomie con un incremento di 9 punti percentuali negli ultimi cinque anni, mostra un andamento piuttosto altalenante. Dal 4% dell’aprile 2006 al 7,5% delle Politiche del 2008, sino al successo delle Europee che preludevano al picco del 17% toccato nell’estate del 2009, dovuto anche alla crescente notorietà nazionale di Lombardo.

Dal “picco” alla discesa ripida, dovuta sia all’impantanamento all’Ars, un groviglio politico di difficile comprensione per i cittadini, che alla vicenda giudiziaria. Al punto che le cifre fotografano un ridimensionamento del Mpa sino a toccare l’11% ad scorso.
Se ne è reso conto lo stesso leader che ha deciso di dare la scossa con questa Convention catanese.

In queste ultime settimane, lo stralcio della posizione del presidente da parte della Procura e la chiara percezione, fra gli elettori, della tenuta del Governo e della larga maggioranza all’Ars che comprende anche il Pd, stanno provocando l’inversione di tendenza: oggi a fine giugno il MPA otterrebbe circa 350 mila voti in caso di elezioni politiche anticipate.

Lo studio dimostra inoltre che il partito è pienamente identificato dai cittadini con il suo fondatore e leader. Per il resto, solo Leanza, Musotto, Pistorio sono abbastanza conosciuti dal grande pubblico regionale.

Curiosa anche la trasversalità di un movimento che non si caratterizza certo per rigide ideologie: su 100 elettori stimati oggi per l’MPA, 48 (circa 170 mila) avevano già votato in precedenza per lo stesso partito, che però perde 45 mila dei suoi vecchi simpatizzanti.

Altrettanto curioso il dato che vede il flusso in ingresso più consistente, il 28% , cioè 100 mila nuovi elettori da chi alle Politiche del 2008 aveva scelto il Partito Democratico; altri 60 mila voti, il 17% (circa 60 mila voti) provengono da elettori che nel 2008 avevano optato per il PDL di Berlusconi.