“Non mi pare che allo stato ci siano le condizioni che consentano la partecipazione dell’Udc al governo Crocetta, se si intende snaturare l’accordo elettorale tra l’Udc e il centrosinistra e si vuol fare qualcosa di diverso che somiglia di più al vecchio governo Lombardo che ad un governo del cambiamento e delle riforme”

Sono le parole del Presidente dell’Udc Gianpiero D’Alia ad annunciare la probabile spaccatura fra la maggioranza che sostiene il presidente della Regione e il suo partito. Il tavolo di maggioranza di oggi durato quasi due ore e mezza potrebbe aver sancito la fine del governo della Regione almeno nell’attuale composizione.

“Penso che a fine settimana – continua D’Alia – sarà necessario convocare il comitato regionale del partito e il gruppo parlamentare per assumere decisioni definitive a riguardo nell’interesse dei siciliani”.

Come ampiamente annunciato lo scudocrociato non intende derogare agli accordi iniziali e dunque cedere uno dei tre posti di assessore attualmente occupato come gli viene richiesto dagli alleati e dallo stesso presidente della Regione. Crocetta aveva esordito, nel corso del vertice, annunciando di voler slegare il rimpasto dalle candidature alle europee ma questo non è bastato.

Non c’è nessun accordo, dunque, fra i partiti della maggioranza per giungere ad un rimpasto nel governo Crocetta. Il vertice, convocato per le 12 ed iniziato poco prima delle 14, è stato sospeso formalmente per motivi istituzionali ma praticamente per iol crescere della fronda.

Ufficialmente il presidente della Regione ed i deputati dovevano recarsi in aula per la discussione del disegno di legge sul rischio amianto sospesa ieri sera e che oggi entrava nel vivo. Una seduta d’aula, almeno quella, proficua visto che è servita ad approvare sia il previsto ddl sul rischio amianto che un’altra legge sui beni confiscati che finanzia le ristrutturazioni per l’uso di questi beni quando assegnati alle forze dell’ordine.

Il tavolo di maggioranza, adesso dovrebbe riprendere nel tentativo di ricomporre una spaccatura che si fa sempre più profonda. La riconvocazione era stata stabilita intorno alle 19 ma è slittata forse alla notte o addirittura a domani.

Anche l’inizio in ritardo di stamani del vertice di maggioranza sembra fosse dovuto agli impegni del governatore che, quale assessore ad interim all’economia, sarebbe stato occupato nelle procedure di presentazione in commissione dell’emendamento del governo che modifica la norma sul mutuo salva imprese.

Tornando alle questioni prettamente politiche non c’è solo l’Udc a fare la voce grossa. con toni e modi diversi qualche mal di pancia si registra anche in casa Pd;  “Non è condivisibile l’idea di tenere i deputati fuori dal governo regionale – dice il deputato renziano Gianfranco Vullo -. Trovo invece corretto ed anzi necessario che sui parlamentari da nominare come assessori del governo Crocetta si compiano scelte che tengano conto del passato e della credibilità di ciascuno degli eletti, poiché non c’è alcun dubbio che anche all’Ars siede chi è stato protagonista di storie non limpide, ma sarebbe un grave errore che la mancanza di coraggio nell’indicare questi per nome e cognome diventi un veto indiscriminato e sommario che finirebbe per colpire invece proprio coloro che hanno corso rischi per le scelte nette e forti in favore del recupero dei principi di legalità. Il governo regionale con la presenza di parlamentari deve mirare a riprendere il rapporto di fiducia con i cittadini. Logiche diverse portano ad un pericoloso commissariamento dell’azione di governo di
volta in volta affidato a terzi non eletti. Confido che il Presidente Crocetta vorrà dare il suo contributo alla rifondazione del rapporto
di fiducia con i cittadini facendo del momento politico attuale un’occasione di ulteriore rafforzamento dell’azione del suo governo”.

La situazione è complessa e difficilmente si riuscirà ad uscire oggi da questa impasse.

Per il Presidente della Regione, però, la questione non è chiusa. Crocetta resta sulla propria posizione e annuncia che non ci saranno ne azzeramento della giunta ne deputati assessori. “Non intendo fare una giunta di parlamentari – dice – saranno ancora assessori tecnico-politici. I parlamentari sono stati eletti per fare i parlamentari, non per fare gli assessori”.